Giordania on the road

Ed eccomi qui ancora a progettare un altro dei miei prossimi viaggi, questa è una meta che avrei dovuto raggiungere lo scorso anno e che per ovvi motivi non ho più avuto il piacere di visitare, quindi incrociamo le dita sperando che entro fine 2021 questo mio piccolo sogno, che sicuramente è lo stesso di molti di voi, si possa avverare!

Qui di seguito troverete una bozza di itinerario on the road e fai da te per girare la Giordania in autonomia con la macchina, passeremo per magica Petra, dormiremo nel deserto e perché no ci rilasseremo anche un po’ in spiaggia.

7 NOTTI  OTTOBRE o NOVEMBRE

o MAGGIO/GIUGNO

AEROPORTO DA AQUABA O AMMAN

 NOLEGGO AUTO DA AEROPORTO

https://www.rentalcars.com/it/city/jo/amman/

JORDAN PASS  100 euro a testa

https://www.jordanpass.jo/

SCHEDA TELEFONICA PER MAPS

Compagnia telefonica Umniah si compra in aeroporto Tourist Line 10 Days circa 20 euro

Itinerario ( così o a ritroso da Aquaba )

Madaba

Mar Morto

Little Petra

Petra Wadi Musa

Deserto Wadi Rumm

Aquaba

Madaba

MADABA – 40 KM  da  aeroporto Amman– 1 NOTTE

Chiesa san giorgio

Hotel Mosaic city 80 euro

MAR MORTO – 40 KM  – 1 NOTTE

Free beach dead sea – oppure AMMAN BEACH

Strada panoramica King’s highway 135

MAR MORTO regole:

sciacquarsi subito dopo con acqua dolce

non mettere testa sott’acqua

non ingerire acqua

non entrare in acqua appena rasati o con ferite

legare i capelli

Hotel Ma’In hot springs 160 euro

LITTLE PETRA – 200 KM – 1 NOTTE

Castelli kerak – shobak – little Petra

Hotel little Petra bedouin camp 80 euro

PETRA – WADI MUSA – 10 KM – 1 NOTTE

Itinerario:

ENTRATA SIQ

STRADA FACCIATE

TEATRO ROMANO

MONASTERO AD-DAIR

PALAZZO DEL SACRIFICIO

Hotel Petra guest house 140 euro

DESERTO WADI RUMM –  113 KM – 1 NOTTE

Wadi Rum Bedouin Camp euro 60

Hotel Arabian nights 35 euro

AQUABA MAR ROSSO – 70 KM – 1  NOTTE

Castello aquaba

AYLA GOLF CLUB

https://www.ayla.com.jo/en/live/hotels/

Hotel Movenpick resort spa TALA BAY 115 euro

Al Manara, a Luxury Collection Hotel, Saraya Aqaba

MADABA – 340 KM – 1 NOTTE

Strada del ritorno Desert High way

Visita cittadella di AMMAN

Cena ristorante HARET JDOUDNA MADABA

reservation@haretjdoudna.com

http://www.haretjdoudna.com/contact.html

Hotel Mosaic city 80 euro

RITORNO AEROPORTO

“Il viaggio è una specie di porta attraverso la quale si esce dalla realtà come per penetrare in una realtà inesplorata che sembra un sogno” – Guy de Maupassant –

Thailandia, tra mercanti e pirati

“Arriviamo a Bangkok di sera, sfiniti dalle tante ore di volo, ma non resistiamo e decidiamo comunque di uscire e passeggiare un po’ tra le viette del centro storico… colori e profumi, decine di bancarelle con pentoloni fumanti strapieni di pesce, di salse, di nuddols … e poi ancora spiedini di carne e di frutta .. e di scorpioni, vermi e cavallette! No questi ultimi non li abbiamo assaggiati, non ci siamo riusciti.

Andiamo a dormire con il buon odore di curry ed incenso ancora tra i capelli.

L’indomani sveglia all’alba, prima tappa città di Samut Songkhram, il mercato galleggiante di Damnoen Saduak. È mattino presto e molte delle bancarelle devono ancora aprire, ci gustiamo il silenzio e la calma del momento, i primi timidi sorrisi dei venditori, i loro sbadigli, le prime serrande che iniziano ad alzarsi, le prime barchette colme di oggetti, spezie, pesce che iniziano a dondolare nell’acqua.

Dopo meno di un’ora l’atmosfera inizia a cambiare, il mercato si riempie di gente, di urla, richiami, odori ed il fiume si trasforma in una strada trafficata a doppio, triplo senso, in un via vaI di barche colorate.

Ci spostiamo poi all’altro mercato poco distante, il Maeklong Railway, sulla ferrovia. Inizialmente non credevamo possibile che il treno passasse proprio in mezzo ai banchetti dei venditori ambulanti, ma quando abbiamo sentito il fischio assordante del gigante che arrivava, i carretti spostarsi, le tende abbassarsi, i bottegai spostare secchi e ceste pieni di merce, ci siamo dovuti ricredere.

A bocca aperta abbiamo visto il treno passare lì, in mezzo a tutti noi ad un paio di centimetri da noi! … e subito dopo, in pochi secondi, tutto sistemato, tutto di nuovo come prima…i cesti di frutta, i carrelli di carne, i secchi di pesce, erano di nuovo lì, al loro posto tra i binari, di nuovo tra la folla.

Ed eccoci, scendiamo da uno smelangolato tuc tuc con  la musica a tutto volume, per ritrovarci tra mosaici variopinti, campane giganti, buddha dorati, distesi, imponenti del palazzo reale, tra i canti e le preghiere dei monaci, tra le statue, le pagode e le rovine dei tempi di Ayutthaya, in groppa ad un elefante.

Una passeggiata tra le viette di Cina Town, dove si respira un’aria di vecchie usanze, di leggende, un labirinto magico di cibi, cucine, botteghe, stoffe, piume e negozietti colmi di gioielli d’oro appesi su tutte l e pareti.

Dalla più tradizionale e folcloristica Bangkok ci ritroviamo poi catapultati nella sua più moderna realtà, dal 62° piano del palazzo di Le Bua-Sirocco possiamo ammirare tutte le luci della città e scoprire che questa è anche una splendida metropoli in piena crescita, ricca di storia e tradizioni e prontissima al futuro, a stare a passo con i tempi.

Dopo quattro giorni, prendiamo un autobus notturno che in 12 ore circa ci porta dall’altra parte più a sud della Thailandia, a Krabi.

Percorriamo 800 km tra traffico e strade allagate dalla pioggia e tra una dormitina ed una sbirciata curiosa ai meravigliosi paesaggi dal finestrino, finalmente all’alba arriviamo a destinazione.

Lo scenario è ovviamente tutt’altra cosa, a farne da padrone ora non sono più templi e grattacieli, ma solenni e maestose montagne circondate da acqua cristallina e misteriose foreste che ci faranno da sfondo per i prossimi giorni.

Grazie ai passaggi dei barcaioli dai visi segnati dal sole e gli sguardi sempre sognanti immersi tra cielo e mare, raggiungiamo tutte le varie isole della zona: Ao Nang, Railay West, Phi Phi… ci sentiamo come pirati maledetti che vìolano le più belle lagune e spiagge del mondo ricche di tesori nascosti…. Maya Bay, Bamboo, Loh Dalm posti incantanti dove il tempo sembra essersi fermato, dove le sfumature dell’acqua variano tra l’azzurro del cielo e si confondono con il verde smeraldo delle giungle tutt’intorno.

Ci sentiamo impavidi esploratori passando con le nostre piccole barchette tra le rocce eterne, tra le onde che sbattono forte ai piedi delle montagne giganti, ritorniamo bambini a giocare con le mille scimmiette che corrono tra la sabbia di velluto, tra i coralli e le conchiglie.

Tutto intorno è pace, è natura, è mistero, è mare, è oceano senza confini.

Risuona ancora lontano l’eco di un mostruoso tsunami, i cartelli e le insegne per l’evacuazione, gli avvisi per le zone più a rischio…una terra colpita e ferita dalla sua stessa forza e bellezza, che è riuscita a rialzarsi e ricominciare più forte e più bella di prima.

L’ultimo giorno decidiamo di farci un tatuaggio, ricordo indelebile di questo emozionante viaggio e di questa fantastica terra.

Grazie Thailandia per il tuo coraggio, per i bei sorrisi e le parole gentili… grazie per il tuo cibo, le tue spezie i tuoi piatti tipici a base di curry e pesce fresco… per le mani esperte delle vecchie signore massaggiatrici, per quelle scure e rugose dei barcaioli, preziosi traghettatori… grazie per la tua unica ospitalità… grazie per il tuo mare tanto inquietante quanto affascinante.

Kop khun khrap! “

Dieci cose da fare assolutamente a Istanbul, più una da non fare.

Istanbul è una città magica dove, proprio come un incantesimo,  oriente ed occidente si fondono , dove sentirete le altoparlanti  intonare preghiere che vengono divulgate per tutta la città, dove potrete visitare tutte le piccole e sconosciute moschee gelosamente nascoste tra i vicoli, entrando sempre chiedendo prima il permesso, con tanto rispetto e devozione, indossando sempre un foulard che copra i capelli e ricordando che non tutti gli accessi sono consentiti alle donne.  Istanbul è dove potrete cogliere l’essenza più amabile, calorosa ed accogliente dell’Islam e l’inevitabile unione e aggregazione dei tempi moderni, delle influenze  cristiane ed ortodosse. Rispettare ed amare Istanbul , i suoi abitanti, i loro sguardi duri e profondi, le loro gesticolanti mani  ed i loro modi gentili significa rispettare ed amare il mondo intero e vedrete che questa città vi permetterà di farlo.

1 – Crociera al tramonto sul Bosforo per ammirare la stupenda e coloratissima skyline del porto e delle  sue magiche moschee;

2 – Fare un autentico bagno turco alla storica e splendida struttura Suleymaniye Hamami https://www.suleymaniyehamami.com.tr/ ;

3 – Visitare la moschea di Solimano ed il suo splendido panorama sulla città che ripaga pienamente lo sforzo impiegato per raggiungere la cima a piedi;

4 – Visitare la misteriosa Basilica Cisterna, vestirsi i da sultani e farsi fare un bel album di foto ricordo improponibili e favolose stile Aladino e le notti d’oriente;

5 – Visitare la stupenda basilica di Santa Sofia e i suoi numerosissimi gatti ,  gli  indiscussi padroni di casa;

6 – Visitare lo storico Grand Bazaar ed il coloratissimo Mercato delle Spezie e lasciarsi trasportare dai mille odori, tessuti, profumi, cianfrusaglie, ori, argenti, mosaici, gioielli, arazzi, stoffe, smeraldi, rubini, meraviglie;

7 – Visitare la fantastica Moschea Blu sia di giorno che di notte con le sue romantiche fontane danzanti illuminate;

8 – Visitare il sontuoso e ricco palazzo reale Topkapi, il suo giardino, i suoi tesori preziosi ed il suo sacro Harem;

9 – Assaporare tutte le prelibatezze culinarie: le piadine amorevolmente lavorate a mano dalle calde ed esperte mani delle vecchie signore, le mandorle caramellate, i fichi glassati, il curry, la curcuma, gli sformati fumanti e profumati di melanzane e poi ancora il loro unico fantastico Kebab, i mille gusti fruttati delle essenze da fumare con il narghilè, il panino allo sgombro da mangiare in piedi per strada nella zona del porto. C’è un ristorante stupendo dove si possono gustare tutte queste ghiottonerie comodamente seduti per terra tra morbidi tappeti e cuscini colorati, si chiama THE HAN e si trova proprio al centro storico +902125266262;

10 – Assistere alla venerabile danza dei Dervisci Ruotanti presso il teatro Hodjapasha ( da prenotare in anticipo https://www.hodjapasha.com/en/ ), sarà un’esperienza molto profonda e mistica.

…. A questo punto vi starete chiedendo qual è la cosa da non fare ad Istanbul?  Sicuramente è di non avere pregiudizi, ma questo vale per ogni posto che si ha il piacere e la fortuna di visitare nel mondo, la cosa assolutamente da non fare ad Istanbul è …. baciarvi per strada! Si avete capito bene, baciarvi…soprattutto nei dintorni o peggio ancora all’interno di una moschea. Troverete dei divieti sparsi per strada, ma presi dalla passione e dalla cecità d’amore potreste non vederli, pertanto tenete conto di  questa piccola regola da seguire e cercate di scatenarvi con le vostre  eventuali  romantiche  effusioni in privato, magari prima di uscire dal vostro hotel!

“Non so di preciso cosa sia la magia, ma so che inizia sempre quando non te ne vuoi più andare. Dai luoghi, dai pensieri, dalle persone”.

The Yoga Barn

Siamo in Indonesia, nell’isola di Bali, precisamente siamo nella sacra Ubud.

E’ venerdì  e passeggiamo tra i templi, le statue di Ganesha, le offerte dedicate a Shiva e ci inebriamo del profumo intenso degli incensi ad ogni angolo della strada, tra i petali dei fiori ed i canestri di paglia minuziosamente annodati a mano colmi di fiori, doni, colmi d’Amore.

Si avvicina l’ora del tramonto e all’interno di una meravigliosa pagoda di paglia sta per avere inizio un sogno, un vero miraggio riservato a pochi. Accelero quindi il mio passo per arrivare un paio d’ore prima dell’inizio allo Yoga Barn, un centro spirituale di meditazione e benessere, intorno alle sei e mezza del pomeriggio infatti si terrà un evento speciale a cui non voglio assolutamente mancare, i posti sono limitati e pochissimi e chi arriva prima, attendendo pazientemente in fila, potrà garantirsi l’ingresso del paradiso.

Ce l’ho fatta, sono tra le prime persone giunte, mi siedo a terra, contemplo il magnifico spazio verde intorno a me, l’odore sacro dello Jepun, degli oli essenziali, inebriata dall’eccitazione del momento e dal palo santo acceso vicino a me.

Finalmente si aprono le porte, salgo le scale, vado su,  tolgo e scarpe, a piedi nudi  fino alla grande stanza  che sa di  candele e fragranze delicate,  dal pavimento di legno, il soffitto di fuscelli intrecciati, senza pareti ed entro nel luogo dove si terrà l’ecstatic dance.  Piano piano la sala si riempie, dalla consolle il deejay inizia ad accennare i primi bit, ci sono dei ragazzi che suonano le percussioni, il ritmo si fa via via sempre più intenso, travolgente, estatico. La musica sembra rapire ognuno di noi, restare fermi è impossibile, le braccia, le gambe, la testa, iniziano a muoversi autonomamente, gli occhi si chiudono ed inizia, inizia il viaggio.

Spontaneamente tutto il corpo si muove,  pulsa, vibra in una danza fatta di asana armoniose, perfettamente legate tra di loro, tra te e tutte le persone presenti lì, lo yoga si fonde al ballo, il respiro si fonde ai bassi della cassa ed il battito del cuore si armonizza ai colpi scanditi del bongo, gli accordi della musica sono gli stessi delle anime danzanti e si crea la vera unione, il vero significato dello yoga, dell’estasi pura, limpida, dell’amore incontaminato verso l’universo, la terra, verso tutta la splendida Bali, i movimenti sono vivi, nascono da dentro, embrionali si muovono trascinando con sé ansie, preoccupazioni, si spengono e muoiono nella loro  cadenza naturale, per poi rinascere in nuovi gesti primordiali suggeriti dal nostro stesso cuore,  è lui che danza, non il corpo, il corpo è solo uno strumento, un tramite, un messaggero, è  il tempio.

È così che anime vaganti si ritrovano insieme a sorridere,  volare, ballare, come guerrieri di luce in una preghiera collettiva che risveglia i sensi e le coscienze, si crea un miracolo, un piccolo grande prodigio che diffonde gioia, energia positiva e buoni propositi. C’è bisogno di così tanto amore! Se ogni luogo nella terra avesse la sua Bali, la sua Ubud, il suo Yoga Barn ed i suoi venerdì sera al suono dell’ ecstatic dance  allora si che  il mondo  sarebbe un posto migliore.    https://www.theyogabarn.com/

Namasté.

Nello Yoga andare oltre è una morte, devi morire perché possa nascere il tuo essere reale. Osho

Luxury Lapponia

Voli FINNAIR periodo MARZO

Cosa mettere in valigia

Tute da sci, giacca a vento, dopo sci, cappelli, guanti, calzamaglie e calzettoni di lana, abbigliamento tecnico da montagna, costume da bagno per la sauna.

Libri consigliati

La verità del ghiaccio – Dan Brown

Gli uccelli – Tarjei Vesaas

Unico consiglio

Questo non è solo un semplice viaggio, è una vera e propria esperienza da fare almeno una volta nella vita, quindi l’unico consiglio che vi do è: fatelo. Provate questo mini viaggio di lusso, mettete da parte i vostri risparmi, rinunciate al ristorante per un periodo, comprate un biglietto della lotteria, insomma qualsiasi sia il vostro metodo per potervi scansare un bel gruzzoletto, perché è questo che ci vuole un bel gruzzoletto, cercate assolutamente di farlo e prenotate minimo 3 notti in Kelo Cottage all’hotel Kakslauttanen nell’incantevole Lapponia finlandese. Costo complessivo circa 2.000 euro a persona.

https://www.kakslauttanen.fi/it/

Viaggio

Abbiamo volato con l’impeccabile compagnia aerea Finnair scalo Helsinki destinazione Ivalo e già solo l’atterraggio tra la neve al piccolissimo e praticamente deserto aeroporto ghiacciato  di Inari è valso tutto il viaggio. Ritrovarsi in mezzo alla pista completamente bianca, in quel posto remoto a – 40°c e senza praticamente niente e nessuno intorno è stata già di per sè un’emozione degna di essere vissuta.

È ormai buio, saliamo nel mini bus del nostro resort, avendo precedentemente accordato il pick up ed iniziamo il tragitto di circa un’ora che ci porterà al nostro paradiso di ghiaccio, nel frattempo passare di notte in mezzo a stradine e boschi così abbondantemente innevati per noi è già esilarante e surreale, avremmo dovuto aspettare le prime luci dell’alba per renderci veramente conto del magico contesto in cui eravamo immersi. Nel frattempo appena entrati al calduccio del nostro Kelo Cottage siamo rimasti a bocca aperta dalla bellezza ineguagliabile di quella che sarebbe stata la nostra casa per i prossimi giorni.

Tutto in legno dentro e fuori, persino i mega lampadari a forma di corna di renna, una stanza enorme con un  bel tavolo grande, un lettone dalle belle coperte morbide rosse, una romantica sedia a dondolo proprio di fronte alla finestra, un caldo ed accogliente caminetto in pietra e dulcis in fundo un’altra stanza con un altro bel lettone completamente fatta di vetro, un enorme igloo tutto trasparente, dalle pareti al soffitto, dove si potevano ammirare tranquillamente comodi comodi dal tepore della camera, il cielo e le stelle. Dormire lì quella prima notte è stato uno dei momenti più suggestivi ed emozionanti di tutta la mia vita, ancor di più quando in piena notte, verso l’una per la precisione, mi sono svegliata di scatto e all’improvviso sopra ai nostri occhi è comparsa Lei, l’unica,  impareggiabile,  regina indiscussa, l’Aurora Boreale. Non so come ho fatto a svegliarmi, perché proprio in quel preciso prezioso attimo ho aperto gli occhi stanchi ed ho guardato verso l’alto, so solo che quando inaspettatamente il cielo si è fatto verde intenso il mio cuore ha iniziato a battere forte, poi una sensazione di disagio ed inquietudine iniziale causata dallo sconosciuto e dall’ignoto ha lasciato subito posto alla meraviglia, allo stupore, alla gratitudine e ora so che abbiamo ricevuto il più bel  regalo che l’universo potesse offrirci . Ammetto che siamo stati molto fortunati, non è così facile vederla, immagino ci sia stata una sorta di connessione con il divino, ammetto che io di mio un po’ strega lo sono stata sempre J,  fatto sta che per noi  grazie soltanto a questa notte magica il viaggio era già più che ripagato!

All’interno del resort, tra boschi e foreste candide ci si spostava esclusivamente con lo slittino, ed era bellissimo e insolito iniziare la giornata andando a fare  colazione a bordo di un bob di legno, fuori da ogni cottage ce n’era almeno uno parcheggiato, sarebbe stato il nostro nuovo mezzo di trasporto per questi giorni indimenticabili.  Abbiamo fatto la splendida escursione con gli husky che ad una velocità elevatissima ci hanno trasportato come fossimo sacchi di patate all’interno di stradine innevate altrimenti irraggiungibili, sfrecciavamo in mezzo agli alberi, su piccoli tunnel ghiacciati solcati dal nostro passaggio, ci siamo fermati a bere un thè bollente in una tenda accampata in mezzo ad una vallata tutta bianca, scintillante, i granelli di neve che svolazzavano tutto intorno, brillavano al sole come tanti piccoli diamanti e guardando verso l’orizzonte infinito il cielo sembrava avere sfumature rosa e dorate.

Il resto della giornata lo abbiamo trascorso a passeggiare in mezzo alla natura incontaminata, immacolata, tra paesaggi verginali e sconfinati, tra il silenzio puro della neve e della selva imbiancata che ci circondava.

Abbiamo poi fatto una gelida escursione notturna a bordo di un’enorme slitta trainata da bellissime ed affascinanti renne,  girare di notte  tra i boschi  a -50°c a caccia dell’aurora boreale  è un’esperienza estremamente emozionante, glaciale, malgrado fossimo coperti con dei plaid di lana avevamo i piedi congelati e appena tornati alla base ci siamo riscaldati bevendo un’ottima vodka finlandese e facendoci una rigenerante sauna in camera.

L’ultimo giorno abbiamo preso l’autobus di linea che ci ha portato fino al centro del piccolo paese, dove è facile incrociare bambini e neonati dalle guance rosse trasportati da piccoli slittini, imbottiti in tutone e piumini  più grandi di loro, nonché manifesti di band popolari dai nomi impronunciabili  in concerto.

All’interno del supermercato locale è facile trovare carne in scatola di renna, daino e perfino di orso, quest’ultimo tipo non abbiamo avuto il coraggio di provarlo, ma devo ammettere che la carne di renna, malgrado il mio ricordo vada ai loro occhioni dolci di quando la sera precedente le accarezzavo amorevolmente,  è particolarmente buona e si anche tenera, proprio come il loro sguardo languido.  🙂

Per l’ultima incantata sera abbiamo deciso di prendere la cena da asporto e di godercela nel nostro splendido cottage davanti al caminetto accesso, con una buona bottiglia di vino rosso e sotto il nostro  magico soffitto di vetro.  E’ fu così che, per la nostra ultima notte in questo mondo sognante, madre natura ha deciso di salutarci come si deve con la sua mano fatata, con i suoi riflessi smeraldo,  e sussurrarci  la buonanotte più  melodiosa che mai, eccola di nuovo,  imprevedibile e fugace,  sua maestà l’Aurora Boreale e noi con gli occhi lucidi e il cuore colmo di stupore e Bellezza l’abbiamo desiderata, amata, ringraziata ed impressa per sempre nelle nostre anime erranti.

L’Aurora è il tentativo del Volto Celeste di simular per Noi l’Inconsapevolezza della Perfezione.

 Emily Dichinson

Islanda on the road

Continuando a sognare, sperando che per questa estate si possa raggiungere senza obbligo di quarantena questa splendida destinazione europea, magari proprio per il solstizio di metà giugno, eccovi un itinerario impaziente di essere vissuto e sperimentato per l’ISLANDA, tra cascate, parchi e scenari da favola, troverete  appunti personali, idee, bozze e gli hotel scelti da me.

… continuiamo dunque a sognare, confidare e sperare… sempre!

8 NOTTI – GIUGNO/LUGLIO

*21 GIUGNO GIORNO Più LUNGO DELL’ANNO* periodo del sole di mezzanotte

NOLEGGIO AUTO 4X4 circa 400 euro

https://www.reykjavikcars.com/

STRADA DA PERCORRERE Hringvegur (o strada 1)

Consigli:

calzetti di scorta in macchina

l’acqua è buona ovunque riempire bottiglie

portarsi snack

scaricare mappe offline

 Itinerario

Grindavik

Vik

Reynivellire

Myvatn

Akureyri

Grundarfjordur

Grindavik

GIORNO 1

Arrivo aeroporto di Keflavik ( Reykjanesbaer ) noleggio auto direzione Grindavik ( a 20 km )  per   NOTTE 1

HOTEL Mar Guesthouse

http://marguesthouse.is/

Harbour View Cottages Grindavik

GIORNO 2

Mattina direzione Circolo d’Oro  ( 90 KM ) : Parco nazionale Thingrellir – Geysir – Cascata Gullfoss – giro facoltativo a Landmannalaugar ( 150 KM )  paesaggio lunare.

Pomeriggio direzione Vik ( 120 km da Landamannalaugar e 180 km da Circolo d’oro ) nel tragitto per strada due cascate: Seljalandsfoss e Skogafoss valle Skogar.

Dormire a VIK per  NOTTE 2

Hotel Vík í Mýrdal

Black Beach Suites

Vík Cottages

  GIORNO 3

Mattina promontorio Dyrholaey ( uccelli marini ) a 20 km da Vik – Reynisfjara ( spiaggia nera ) – Svinafellsjokull ghiacciaio blu ( a 150 km da Spiaggia nera )

Pomeriggio Laguna Glaciale Jokulsarlon ( a 60 km da ghiacciaio blu ) e Diamond beach ( spiaggia nera )

Dormire a REYNIVELLIRE ( a 10 km da Laguna e Diamond )  per NOTTE 3

Reynivellir vicinissimo a Diamond Beach

Guesthouse Skálafell  a 20 km da Diamond beach

GIORNO 4

Giornata di viaggio direzione Myvatn ( 400 km – 5 ore ) zona ghiacciaio e fiordi e villaggi in riva al mare.

Visita villaggio Egilsstardir ( a metà strada ) e dormire a MYTAVN  per NOTTE 4

Hótel Laxá

Fosshótel Mývatn

Dimmuborgir Guesthouse

 GIORNO 5 

Mattina due cascate: Dettifoss e Sellfoss ( a 70 km da Mytavn )

Primo pomeriggio giro penisola Tjornes tra conchiglie e fossili e visita villaggio balene Husavik  ( a 70 km da cascate )

Dormire seconda notte a MYTAVN ( a 60 km da Husavik ) per NOTTE 5

GIORNO 6

Mattina cascata degli dei Godafoss  – Hverir  ( a 50 km da Godafoss )  zona vulcano Krafla ( attenzione portare cambi molto fango )

Myvatn Nature Baths bagni laguna orario meno affollato ore 12-13

Pomeriggio visita vulcano Hverfjall sta in zona ( parcheggiare proprio ai piedi del vulcano )

Dormire a AKUREYRI ( a 80 km da Vulcano )  per la NOTTE 6

 Saeluhus Apartments & Houses

Hotel Kea by Keahotels

Hotel North

GIORNO 7

Giornata di viaggio, mattina visita facoltativa generale a Akureyri  poi 5 ore d’auto 370 km d estinazione Grundarfjordur

Dormire a GRUNDARFJORDUR  per la NOTTE 7

Hamrahlíð 9 Guesthouse

Dis Cottages

 Kirkjufell Hotel by Snæfellsnes Peninsula West Iceland

GIORNO 8

Mattina sorgente Deildartunguhver ( a 130 km da Grundarfjordur )  – cascate Hraunfossar e Barnafoss ( in zona ) che si formano in un campo di lava

Cena a REYKJAVIK ( a 120 km da cascate )  poi verso Grindavik ( a 50 km )

Dormire a GRINDAVIK  per la NOTTE 8

HOTEL Mar Guesthouse

http://marguesthouse.is/

Harbour View Cottages Grindavik

 GIORNO 9 ULTIMO

Ritorno in aeroporto Keflavik ( Reykjanesbaer )  20 minuti da Grindavik

Ed ora non ci resta che aspettare l’attuazione di questo nuovo piccolo sogno incontaminato immerso nella natura vergine, io ed il mio itinerario Islanda on the road siamo pronti e non vediamo l’ora di essere messi alla prova, a completa disposizione di Pachamama!!! 🙂

“C’è una gioia nei boschi inesplorati, C’è un’estasi sulla spiaggia solitaria, C’è vita dove nessuno arriva vicino al mare profondo, e c’è musica nel suo boato. Io non amo l’uomo di meno, ma la Natura di più”.
Dal film Into the wild

Scozia On the Road, Golf e Natura

PERIODO INIZIO OTTOBRE FOLIAGE AUTUNNALE

…partiamo con un paese abbastanza vicino, non più dell’Unione Europea, ma tra quelli che spero possano comunque essere raggiungibili a breve non appena le misure covid si allenteranno…. Qui di seguito una bozza di itinerario con tanto di piccole note, appunti personali , hotel scelti ed opzioni  golf…

Per giocare a golf sarà richiesto un certificato di handicap ecco alcuni siti dove poter prenotare i green fee:

https://www.standrews.com/

https://www.golfnow.co.uk/

Home

https://www.leven-links.com/

https://www.oldcoursehotel.co.uk/

https://www.randa.org/

https://www.isleofskyegolfclub.co.uk/

Itinerario:

Saint Andrews

Perth

Cairngorms National Park

Portree

Glencoe

Loch Lomond

GIORNO 1

ARRIVO Edimburgo – noleggio auto – direzione Saint Andrews a 80 km – NOTTE 1

GIORNO 2

Mattina Golf – visita Old Course golf – visita rovine cattedrale e castello sulla baia, le separa breve tratto lungomare  Saint Andrews  NOTTE 2

*HOTEL  Greyfriars Inn by Greene King Inns 260 euro  2 NOTTI 10/11 OTTOBRE da pagare

GIORNO 3

Mattina verso Perthshire prima tappa bosco The Hermitage  ad 84 km – poi  passeggiata lady marys’ walk a 40 km infine a Perth 30 km dai boschi per la notte NOTTE 3

*HOTEL Murrayshall Country House & Golf Club, BW Premier Collection 90 euro 1 NOTTE 12 OTTOBRE – pagamento anticipato

https://www.murrayshall.co.uk/book-golf

GIORNO 4

Mattina golf – poi giro dei castelli Glamis Castel a 40 km da Perth – Dunnotar Castle costeggiare litorale orientale a 66  km da Glamis – Cairngorms Park  zona relax e panorami funicolare e distilleria a 80 km da Dunnotar Castle per cena e notte   NOTTE 4

*HOTEL The Rowan Tree Country Hotel 128 euro 1 NOTTE 13 OTTOBRE  – pagamento anticipato 15 gg prima CENA PRENOTATA QUI

GIORNO 5

Mattina direzione castello di Urquhart sul LAGO DI LOCCNESS circa 60 km poi verso CASTELLO DI EILEAN ( a metà strada tra lochness e portree ) poi verso isola di Sky a 180 km Kyleakin è il primo paesino che incontri quando entri dell’Isola di Skye attraverso il pontepoi si arriva a Potree  delizioso paese minuscolo e fuori dal mondo, ma molto carino – escursioni varie in zona – degustazione wiskyse c’è tempo giro alla TROTTERNISH PENINSULA 33 km da Portree  ( THE KILT ROCK ) e al CASTELLO DUNVENGAN ( 35 km da Portree )

Dormire a Portree  NOTTE 5

*HOTEL Cuillin Hills Hotel 220 euro 1 NOTTE 14 OTTOBRE pagamento anticipato 2 giorni prima

GIORNO 6

Mattina golf 

visita castello di Dunvegan e giro alla Trotternish peninsula ( the kilt rock ) se non fatto giorno prima

poi verso FORT WILLIAM ( a circa 180 km )  tappa prima al  VIADOTTO DI GELNFINNAN ( 30 km da fort william )per vedere il viadotto dove passa treno a vapore mattina ore 11 o pomeriggio ore 15 parcheggiare zona Glenfinnan Monument

dormire a FORT WILLIAM  NOTTE 6

*HOTEL Alexandra  1 NOTTE 15 OTTOBRE 111 EURO PAGARE IN STRUTTURA

GIORNO 7

Mattina verso LOCH LOMOND ( a 70 km da Fort William )  per strada tappa alla ZONA COLLINARE guidare tra le suggestive montagne di GLENCOE ( 20 km da Fort William )paesino suggestivo, patria degli escursionisti, da qui si può raggiungere la montagna più alta del regno unito il Ben Nevis 1300 mt la natura qui sembra fatata, non a caso sono state girate alcune scene di Harry Potter.

Visita alla Queen Elisabeth Forest a Loch Lomond circa 50 km da Glencoe.

Dormire a Loch Lomond National Park     NOTTE 7

*HOTEL Macdonald Forest Hills Hotel & Resort 160 euro vicino a Queen Elisabeth Forest 1 NOTTE 16 OTTOBRE  – CENA PRENOTATA QUI  ALLE 7 –  PAGARE IN STRUTTURA

Ritorno verso Edimburgo 90 km da Loch Lomond per riconsegna auto e volo di rientro.

Incrociamo le dita e speriamo questo itinerario possa presto avverarsi e che queste immagini di appunti su carta possano presto realizzarsi e concretizzarsi in racconti, diari di viaggio e bellissime foto ricordo fatte da me …

“Anche se il timore avrà sempre più argomenti, scegli la speranza”.  

Elfia

Nella splendida Olanda, oltre a tulipani e i mulini a vento potrete vivere un’altra particolare e suggestiva esperienza, se vi trovate nella terra dei fiori ad aprile o a settembre avrete infatti la possibilità di partecipare alla surreale festa in maschera Elfia che si tiene due volte l’anno nello sfondo di castelli da favola, tra fate, boschi incantati, folletti ed ogni altro tipo di personaggio straordinario degno delle più fantastiche visioni dei nostri più incantevoli sogni.

Ma che cos’è Elfia? Di cosa si tratta? Spiegarlo a parole non è semplicissimo e soprattutto niente è come sembra, soprattutto quando vi ritroverete faccia a faccia con Jareth il re degli gnomi direttamente uscito da Labyrinth dove appunto tutto è possibile, oppure fianco a fianco con la regina dei ghiacci o con perfide streghe della foresta  dalle sembianze di rugose querce secolari.

Questo Festival incantato si tiene in Olanda, ad aprile tra i misteriosi boschi e gli enigmatici  labirinti del castello di De Haar, Utrecht e di nuovo a settembre tra i sontuosi giardini ed i rigogliosi prati del castello di Arcen, così tra un ponte levatoio ed una fontana zampillante, tra un cavaliere in armatura ed un arciere con tanto di freccia e gufo ( vero ) in spalla,  potreste ritrovarvi faccia a faccia con il  vostro peggior incubo o nel bel mezzo del vostro  sogno più ambito.

È come se per qualche ora fatata, tutti i segreti dei mondi più nascosti, sommersi, per aria, oltre l’arcobaleno e dal profondo degli inferi, abbiano la possibilità di vagare per la terra, di animarla, sfidarla,     possederla. Come sotto ad un incantesimo qui  tutto è lecito, ora tutto è plausibile e reale.

Una delle cose più belle è che si ritrovano gente di tutte le età, famiglie intere con tanto di bambini, nonni e cani al seguito tutti con meravigliosi ed elaborati costumi scenografici da sfoggiare fieri e tra gli stand di birra,  frikandel e patate fritte ed i mercatini a tema steampunk, zombie e principeschi dove si può trovare qualsiasi curioso oggetto, abiti bizzarri, mantelli, bacchette magiche, macchine del tempo, polvere di stelle, fegato di drago avvelenato, pozioni d’amore, scope volanti, asce vichinghe,  ci si sente come fosse una grande fiera magica praticata da esseri senza nome, senza spazio né tempo.

Ed è proprio questo il bello, almeno per un giorno si può diventare, tutto ciò che si è sempre desiderato o non si è mai osato bramare senza limiti alla fantasia, per un giorno si può essere chiunque, si può diventare magici, potenti, scaltri, crudeli,  si possono avere dei pomposi capelli turchini o delle lunghe orecchie a punta elfiche… per un giorno ghigni malefici e sorrisi celestiali possono danzare insieme nello stesso castello, nella stessa era, per un giorno ogni povero diavolo, ogni mostro beffardo, ogni fatina, ogni sirena del mare  ed ogni creatura mascherata non si sentiranno mai più così tanto  se stessi.

Per maggiori dettagli ed acquisto dei biglietti potete visitare il sito ufficiale: https://www.elfia.com/en/

La magia è un ponte che ti permette di passare dal modo visibile in quello invisibile. E imparare le lezioni di entrambi i mondi. Paulo Coelho

Dieci cose da fare a New York

New York  è la città per eccellenza, la più famosa ed il suo cuore pulsante Manhattan non è da meno, ci sono tantissime cose da fare e da vedere, talmente tante che, soprattutto se si hanno a disposizione pochi giorni, si rischia di perdere del tempo prezioso. Qui di seguito dieci cose da non perdere nella grande mela, quindi mi raccomando prendete appunti e mentre farete shopping alla Sex in the City e vi guarderete intorno a bocca aperta con la costante sensazione di essere già stati  in questi posti grandiosi visti e stravisti nei films hollywoodiani, cercate assolutamente di fare queste fantastiche dieci cose a New York ed il vostro ricordo, nonché il vostro shopping,  saranno ancora più eccezionali e piacevoli!

1 – Alzare gli occhi al cielo e perdersi tra i grattacieli ed i fumi che escono dai tombini di Time Square;

2 – Godersi la vista panoramica della skyline diurna dal Rockefeller  Center;

3 – Girovagare tra le bancarelle del mercato di China Town e mangiare un piatto di spaghetti e polpette  in un ristorante di Little Italy;

4 – Visitare e commemorare il Ground Zero, ovvero il sito del Word Trade Center;

5 – Prendere un taxi e passare una serata al club notturno The Level di Brooklyn;

6 – Mangiare un panino gigante al pastrami allo storico Carnegie Restaurant Cafè di Manahattan since 1937, filiale ancora in funzione al Madison Square Garden;

7 – Andare alla fermata metropolitana di York ed ammirare la spettacolare skyline notturna al tramonto dalla spiaggetta romantica;

8 – Andare con la metropolitana fino a Coney Island, passeggiare sulla spiaggia e godersi la vista del vecchio Luna Park stile The Warriors;

9 – Noleggiare una bicicletta e fare il giro di Central Park  vedere la statua del cane Balto ed ammirare la vista del Ghostbusters Building;

10 – Mangiare un hot dog  in piedi ungendosi tutti da uno dei tanti chioschetti ambulanti per strada.

New York era un luogo inesauribile, un labirinto di passi senza fine: e per quanto la esplorasse, arrivando a conoscerne a fondo strade e quartieri, la città lo lasciava sempre con la sensazione di essersi perduto.Paul Auster

Usa on the road

periodo GIUGNO

Cosa mettere in valigia

Crema solare protettiva, cappello o foulard, scarpe da trekking, costume da bagno, abito eccentrico e folle per Las Vegas 🙂

Libri consigliati

Sulla strada Jack Kerouac

Per questo viaggio sento di consigliarvi anche la visione di alcuni films come Natural Born Killers, Thelma&Louise, Paura e Delirio a Las Vegas, Forrest Gump.

Colonna sonora

Noi abbiamo preparato una chiavetta usb da ascoltare in macchina con tutte le canzoni dei Nirvana, The Doors, The Rolling Stones e le colonne sonore di Quentin Tarantino, più Natural Born Killers ed Ennio Morricone.

Consigli pratici

Vivete il viaggio, il tragitto ed i tanti chilometri con serenità e calma, senza fretta né ansia di arrivare alla meta, godetevi assolutamente le strade, i panorami, prendetevi il tempo che ci vuole e non vi fate agitare dalle tante ore di deserto, anzi assaporatele al massimo, osservate con avidità ogni attimo, ogni spicchio di cielo, montagna, ogni sfumatura di colore…non vi fate impressionare dalle miglia e miglia di tratti desolati che incontrerete, prima o poi finiranno e vi lasceranno comunque essi stessi senza fiato per la loro bellezza.

Fate sempre il pieno di benzina alla prima occasione, controllate spesso lo stato delle gomme della vostra auto e portate sempre con voi degli snack e dell’acqua per i tratti in cui non incontrerete neanche un ristoro.

Scaricate buona musica da ascoltare in macchina durante il viaggio che vi farà compagnia e da ottima colonna sonora, vi sentirete tanto come Thelma&Louise, o Michkey e Mallory Knox.

Studiate prima l’itinerario che vorrete fare in base ai vostri gusti, oltre all’utilissimo gps cercate di scaricare una cartina cartacea della strada che vi servirà e sarà bellissima da consultare durante il percorso e cercate di prenotare gli hotel prima dall’Italia per evitare brutte sorprese di over booking o sovraprezzi.

Noleggiate una macchina prenotando già dall’Italia ( ci sono tantissimi siti ritiratela direttamente all’aeroporto di arrivo in base all’itinerario da voi scelto ) con il gps non occorre il fuoristrada ed ovviamente tenete conto che noleggiando l’auto da uno stato e riconsegnandola in un altro il costo sarà più alto ma ne vale assolutamente la pena.

Acquistate la tessera dei parchi, al primo parco che visiterete costa circa 80 dollari.

Da non perdere

La magia di Santa Fe

La surreale, remota cittadina di Page

Hotel the View, Monument Valley

Bryce Canyon, Grand Canyon, Death Valley

Sposarsi a Las Vegas

Itinerario

Denver

Santa Fe

Monument Valley

Page

Grand Canyon

Bryce Canyon

Zion National Park

Las Vegas

Death Valley

Yosemite

San Francisco

Viaggio

Abbiamo scelto come partenza di questo fantastico ed indimenticabile viaggio on the road che ci avrebbe portato a percorrere più di 4.000 chilometri e ad attraversare ben sei stati in due settimane,  la città di Denver, abbiamo trascorso qui la prima notte prenotando all’hotel Double Tree By Hitlon  http://www.booking.com/Share-Vd9IA3. A Denver si respira un’aria molto free, si passeggia tranquillamente tra gli altissimi grattacieli, tra i negozietti che vendono marjiuana ed i pub che preparano ottimi burritos giganti strapieni di ogni prelibatezza e salsa. Il quartiere residenziale è composto da molte villette a schiera con tanto di praticello ed ogni quartiere ha la sua chiesa cattolica. Con la nostra auto appena noleggiata targata Colorado iniziamo così il nostro lungo percorso, tra i primi negozietti di pistole e liquori che incontriamo, mega parcheggi con mega bestioni della strada, mega piazzali con mega pali e mega antenne, mega locali che servono mega tazze di caffè e mega pancake, insomma tutto mega, benvenuti negli Stati Uniti di America.

Le grandi strade del Colorado sono circondate da montagne ed è un colpo d’occhio favoloso man mano che ci si avvicina al Great Sand Dunes e che ci si trova davanti al contrasto delle maestose montagne con ai piedi le grandi dune di sabbia, i colori che si fondono tra loro, l’azzurro del cielo, il grigio intenso delle rocce ed il giallo accesso del deserto, sono uno spettacolo della natura.

Il nostro viaggio continua ed avvicinandosi al New Mexico lo scenario ed i colori cambiano, si passa dalle montagne con cespugli verdi a delle distese di terra più scura ed arida, percorriamo così quasi 600 km di nuovi orizzonti tra montagne coperte di neve e distese desertiche ed arriviamo alla capitale Santa Fe. L’atmosfera è magica, le abitazioni con mura di mattoni in argilla sembrano letteralmente uscite da un film western, il mercato locale vende stivali texani, tantissimi oggetti di artigianato locale e ovunque si possono trovare scenografici teschi di mucca colorati o al naturale.

Si respira una magia antica, risuona l’eco di indiani e cowboy, di mandrie di bufali e lazzi, da qui passa  la storica route 66 e mentre al tramonto il centro storico si tinge di rosa, facciamo una passeggiata nei distorni de la Plaza tra l’odore di fajitas appena sfornate ed il profumo frizzante dell’aria serale che si fa sempre più fresca. A Santa Fe ci sono tantissimi hotel stupendi dove poter soggiornare e potete sbizzarrirvi su booking.com , noi non lo avevamo prenotato prima ed infatti abbiamo impiegato un po’ di tempo a trovarne uno libero, alla fine ci siamo riusciti ed abbiamo passato una notte rigenerante in vista del lungo tratto previsto per il giorno successivo, destinazione Monument Valley, ovvero altri circa 600 km quasi interamente in mezzo al deserto!

Il tratto di strada dal New Mexico allo Utah è sicuramente quello più eccitante, caratteristico, duro, lungo e che genera emozioni molto contrastanti tra loro. La strada sembra non finire mai, dalle montagne si passa inesorabilmente al deserto, alla terra rossa, arancione, spietata, affascinante, calda, bella. Ci sono dei punti dove non c’è connessione internet e dove vi sentirete un po’ isolati, ma nessuna paura ci sarà sempre la vostra musica a tenervi compagnia e a rendere tutto ancora più avventuroso e strabiliante. Per parecchie miglia non incontrerete nessun altro viaggiatore, né macchina, né mega camion, solamente strade e strade, sterrate, asfaltate, circondate da montagne rosse, da rocce arancioni di uno stupendo pazzesco. La potenza e la solennità della natura qui la fa da padrone, non mollate, non vi arrendete perché appena vedrete il cartello Monument Valley tutta la tensione accumulata di colpo scomparirà e quando vedrete la classica immagine da cartolina, ovvero la via deserta e le guglie in sottofondo, il vostro entusiasmo sarà tale che sicuramente non resisterete a scendere dalla macchina e fare la foto in mezzo alla strada a braccia aperte.

Qui vi consiglio vivamente di prenotare prima dall’Italia presso l’hotel THE VIEW, è l’unica struttura che si trova proprio all’interno del parco nazionale e che vanta la vista più spettacolare che avrete il piacere di avere, tutte le camere hanno un balcone che affaccia direttamente sulle guglie, mi raccomando mettete la sveglia all’alba per ammirarne la bellezza spettacolare. http://www.monumentvalleyview.com

Il sito della Monument Valley è un luogo che emana un’aura speciale, unica, ricca e ammaliante, a parte i ricordi dei film western più famosi di Hollywood, vi sembrerà di essere come sotto ad un incantesimo, percorrete il tragitto da poter fare anche in macchina all’interno del parco, la Scenic Valley Drive l’ingresso è proprio di fronte al vostro hotel, attenzione agli orari dal 1 aprile al 30 settembre chiude alle 19.00, il costo dovrebbe esser di circa 20 dollari e non è compreso nella tessera per i Parchi in quanto questo sito è gestito dagli indiani Navajo.

Con il cuore ancora colmo di gratitudine e gli occhi che ancora brillano del potente fascino di questo luogo incantato, ci dirigiamo verso l’Arizzona, per strada direzione Page, tra le meraviglie del deserto e le strade sempre più surreali andate al Twin Rocks Cafe a Bluff, un posto unico incastonato nelle rocce, mi raccomando fermatevi qui a bere e a mangiare qualcosa, avremo ancora circa 400 km da percorrere tra i confini ed i fusi orari dello Utah e l’Arizona.

La cittadina di Page è stata una bellissima inaspettata sorpresa. Vi consiglio di prenotare già dall’Italia l’escursione presso l’Antilope Canyon, io solitamente utilizzo il sito Get Your Guide è molto comodo e c’è praticamente di tutto. https://www.getyourguide.it/antelope-canyon-l4744/

Page è molto bella, isolata, tutto intorno si espande un meraviglioso campo da golf ed è un punto molto strategico dove fermarsi, in quanto ci sono parecchie belle cose da vedere nei dintorni, dall’Antilope Canyon appena citato, al meraviglioso Horseshoe Bend che vi lascerà praticamente a bocca aperta, al fantastico Lake Powell,  nonché “il fottutissimo Grand Canyon” Cit.

Abbiamo soggiornato in un hotel trovato all’ultimo momento che ci è costato parecchio, per questo consiglio di prenotare prima se possibile,  il classico hotel americano con la piscina in cortile, molto caratteristico.  Non perdetevi quindi e meraviglie del Lake Powell Navajo Tribal Park di Page,  il ferro di cavallo visto dal vivo non rende assolutamente l’idea di ciò che potrete vedere in foto, è un panorama mozzafiato che vi stupirà moltissimo e che non dovrete assolutamente perdere.

Per visitare il Grand Canyon impiegherete una giornata intera, noi abbiamo scelto il South Rim, è vero che è più turistico, ma anche più comodo ed attrezzato, il North Rim è più tranquillo, ma più impegnativo, non ci sono servizi navetta e va vissuto tutto zaino in spalla e sentieri da trekking. Per questioni anche legate al tempo abbiamo quindi scelto la parte più comoda che è anche molto panoramica,  si può arrivare  fino ad un certo punto del parcheggio con la macchina, ovviamente la strada per arrivarci è molto suggestiva e non vi deluderà a livello paesaggistico.  Al grand Canyon abbiamo seguito un po’ il nostro istinto oltre che le varie indicazioni, ci siamo fermati su un paio di punti panoramici più famosi, dopo di che abbiamo preso la navetta fino in cima e poi abbiamo iniziato a passeggiare osservando vari punti e scenari fin quando non eravamo stanchi, a quel punto abbiamo tranquillamente ripreso la navetta che ci ha riportati zona parcheggio. Mi raccomando mettete la protezione solare.

 La vista del Grand Canyon è più unica che rara, il vento che soffia tra i capelli, il capogiro guardando verso giù, l’orizzonte infinito i cui confini non si distinguono mai,  i falchi e le aquile che volano libere nell’aria e poi ancora daini, cerbiatti, puma. Noi tranne quest’ultimo esemplare felicemente non incrociato nel nostro cammino, abbiamo avuto il piacere di vivere tutte queste altre selvagge esperienze.

Il prossimo splendore che andremo a visitare sarà il Bryce Canyon e per dirigerci uscendo da Page passiamo all’interno del Parco del Lake Powell, un punto onirico e visionario, un luogo incantato che sembra uscito dal magico mondo di Oz, maciniamo quindi altri 200 piacevolissimi km di natura e bel vedere.

Abbiamo avuto difficoltà a trovare parcheggio al Bryce Canyon ed abbiamo combinato una marachella all’italiana che ci avrebbe fatto vergognare tanto e che ora vi racconto. Non trovando posto per l’automobile abbiamo deciso di lasciarla al volo in una piazzola dove però non si poteva, considerando al massimo un’ora di visita.  Quando siamo tornati a riprendere la nostra macchina però abbiamo trovato una bella sorpresa, non solo la polizia ad aspettarci, ma anche un mega adesivo appiccicato sul finestrino lato guidatore a mo’ di lettera scarlatta. Infatti oltre alla paternale delle forze dell’ordine, saremo dovuti andare in giro con quella infrazione in bella vista, ammoniti e rimproverati,  per questa prima volta non avremo avuto nessuna multa, ma se avessimo fatto anche solo un’altra piccola trasgressione ne avremo pagato serie e doppie conseguenze, nel frattempo tutti quanti avrebbero potuto ben notare il nostro cattivo comportamento. Ci siamo sentiti veramente stupidi, come due scolaretti con le orecchie da asino e ci siamo resi conto che in America con queste cose non si scherza  e che per il rispetto della natura, degli animali, delle zone adibite a parcheggi o ristori ed altro bisogna mantenere sempre il giusto ordine e disciplina, soprattutto in aeree di parchi naturali,  che così tanto frequentati  che non possono subire caos.

La vista del Bryce Canyon, oltre alla lettera scarlatta 🙂 è un’altra cosa che non dimenticheremo mai,  le altissime e maestose sequoie, l’arancio intenso delle rocce, gli scoiattoli curiosi che girano dappertutto, lo scenario sembra quasi disegnato,  quasi artificiale, sembra di essere all’interno di un dipinto gigante, tutto intorno è terra, roccia, alberi, un universo incontaminato disegnato  con armonia meticolosa da Madre natura.  Un altro parco altrettanto suggestivo e lo Zion che abbiamo raggiunto subito dopo il Bryce.

I colori delle strade sono sempre molto vivaci ed accentuati, ci sono dei punti che passano all’interno di gallerie direttamente scavate nelle rocce,  lo Zion National Park è un tripudio naturalistico, ricco di sorgenti e cascate che passano attraverso delle maestose montagne arancioni, qui sono proprio queste splendide vette color mattone a farne da padrone, sono altissime,  immense, regali  e passeggiarvi intorno dà una sensazione di impotenza di fronte a così tanta forza e maestosità. Abbiamo incontrato un cervo e ci siamo fatti trasportare in un mondo di energia pura, viva, pulsante.

Dalla totale beatitudine di sensi che ci hanno donato questi ultimi giorni immersi nella natura, abbiamo deciso di percorrere senza sosta i circa 250 km che ci dividevano dal Nevada per poter vedere l’impatto visivo dello sky line di Las Vegas dalla strada di notte. Abbiamo quindi proseguito senza fermarci direttamente verso la città che non dorme mai risvegliando di colpo i nostri sensi  ormai non più rilassati… infatti dopo l’ultima ora in autostrada di notte completamente buia e costeggiata dal deserto, d’un tratto eccola, d’un tratto è come se spuntasse un’alba, un tripudio di luci, colori, meraviglie. Già da una decina di chilometri di distanza prepotentemente si insinuano le strabilianti luci dell’ eccentrica Las Vegas e lo spettacolo inizia già prima di arrivare. Man mano che ci si avvicina e che si entra in città, la meraviglia ed il paradossale non è che in aumento.

Andiamo subito verso l’hotel da noi scelto ovvero il New York, New York, con tanto di montagne russe che sfrecciano direttamente all’interno della struttura.

Las Vegas è follia pura, è divertimento, eccesso, a Las Vegas tutto è lecito e tutto può succedere. Non c’è nulla che possa contenere il suo entusiasmo e la sua pazzia, le strade, le statue, i personaggi che girano per la città. La laguna di Venezia perfettamente riprodotta con tanto di gondole e gondolieri, le deliziose viette e le boulangerie parigine, la tour Eiffel, la statua della Libertà, la piramide di Giza, il colossale Caesars Palace, le fontane danzanti del Bellagio…tutto riproposto con una precisione maniacale,  non ci siamo fatti scappare nulla, abbiamo visitato tutto, correvamo da una struttura all’altra, da una via all’altra, come due bambini instancabili, come fossimo in un gigantesco luna park! Passavamo dal freddo polare dei casinò con l’aria condizionata altissima, al caldo soffocante delle strade a cielo aperto ( mi raccomando portatevi un foulard o meglio ancora una maglia da indossare all’interno degli hotel che tengono il condizionatore alle stelle ). Abbiamo visto uno spettacolo meraviglioso del Cirque du Soleil,  anche questo lo avevamo già prenotato dall’Italia tramite il sito Getyourguide.it , cercate anche voi un evento mondano a cui poter partecipare a Las Vegas ogni notte troverete un evento diverso, circhi, balletti, spettacoli di magia qualsiasi cosa per ogni gusto.

Las Vegas è la città dei sogni, dove tutto è possibile. Noi abbiamo deciso di vivere a 360 gradi la nostra esperienza in questa singolare città ed abbiamo scelto di sposarci alla famosissima Graceland chapel con tanto di Elvis Presley a celebrare le nostre nozze.

Avevamo portato gli abiti dall’Italia ( acquistati sul sito www.funidelia.it ) abbiamo scelto di vestirci da Mariylin Monroe e da Superman, avevamo prenotato l’evento direttamente dal sito internet https://gracelandchapel.com/ e scelto le modalità da noi preferite ( costo circa 500 euro con foto e video ).

Una splendida limousine bianca ci è venuta a prendere direttamente alla hall dell’ hotel e ci ha accompagnato alla Graceland Chapel, qui ci aspettavano il nostro Elvis ed il suo sorriso, nonché il suo vestito, tutto sgargiante e scintillante. Poco prima avevamo acquistato due anelli in uno dei tanti negozietti assurdi della Strip e poco dopo eccoci lì a pronunciare le nostre promesse in uno spagnolo sgangherato ( lingua scelta da noi per a cerimonia che ci ha fatto morir dalle risate ), una situazione così improponibile quanto emozionante, commovente quanto comica che ci ha fatto sentire veramente come due divi del cinema protagonisti di uno dei film più irriverenti e demenziali d’America! Dopo lo scambio degli anelli e la dichiarazione d’ amore al suono romantico di Love Me Tender, non si poteva che concludere con un balletto ancheggiato sotto le note di Viva Las Vegas. E come ogni degno matrimonio che si rispetti, dopo il filmino, siamo andati fuori in cortile a finire il nostro album con altre tantissime ineguagliabili foto ricordo.

L’autista ci ha poi portato a spasso con la limousine per un altro po’ di tempo, fin quando non siamo scesi per le vie del centro alla ricerca di un locale adatto dove intraprendere una perfetta cena di nozze.

Abbiamo scelto il ristorante di Twin Peaks, abbiamo proseguito la serata volando nelle assurde montagne russe del nostro assurdo hotel e terminato il  giorno più bello della nostra vita giocando alla roulette del casinò del New York, New York, di  Las Vegas. Il tutto ovviamente sempre con la parrucca bionda cotonata io ed il mantello rosso svolazzante il mio nuovo super marito.

Dalla ricca e squillante Las Vegas continuiamo il nostro viaggio verso la desolata, silenziosa Death Valley.

Qui i colori predominanti sono  l’ocra ed il grigio argento, le strade sono deserte, il caldo opprimente, il sole cocente, il vento forte e bollente, la terra rovente, l’atmosfera è infuocata. Il silenzio assordante e la spinta torrida del vento sono impressionanti. La vista aliena dello Zabriskie Point riesce a catapultarti in un paesaggio marziano ed i cartelli che segnalano la presenza di rettili o altri animali pericolosi non fanno che accentuare un ambiente ostile e spietato. Abbiamo soggiornato in uno splendido hotel, un’oasi in mezzo al deserto The Oasis  circondato da un meraviglioso campo da golf nel bel mezzo della Valle della Morte. http://www.oasisatdeathvalley.com

Nei dintorni con la macchina abbiamo potuto raggiungere il così detto Devil’s  Golf Course e poi ancora la suggestiva e feroce Artist Drive, un percorso che passa attraverso le rocce bruciate ed i punti più panoramici e surreali della valle; abbiamo visitato la città fantasma con il suo tetro Casinò, ci siamo ritrovati nel bel mezzo di un’istallazione spettrale  ed abbiamo mangiato il chili più buono del mondo in un caratteristico locale sulla strada verso Beatty, tra i cartelli Wanted e le balle di paglia che rotolano desolanti. I colori della terra arsa qui assumono mille sfumature dal bordò al nero intenso, in alcuni punti sembra quasi carbone ed i coyotes che vagabondano sul ciglio della strada sembrano diavoli in pena.

La Death Valley è sicuramente un luogo speciale ed unico, uno dei più affascinanti ed emozionanti di tutto il nostro viaggio on the road negli Stati Uniti d’America.

Riprendiamo il nostro lungo viaggio che dai 45°c del Nevada ci porta ai 20°c della California, il paesaggio ora è ricco di alberi, di pini, di verde intenso, si intravedono le prime sorgenti nascoste ed incantevoli laghi di montagna. Ci fermiamo ad assaporare l’aria pura e fresca del Mono Lake, un pittoresco scenario montano  ed il suo lago brillante sotto i raggi del sole. La strada che porta al parco dello Yosemate si disperde tra sequoie, scoiattoli, segnalazioni di orsi. Ed è così che arriviamo al parco per eccellenza, completamente immerso nella natura tra il cinguettio degli uccelli ed il mormorio dei ruscelli.

Abbiamo soggiornato in un piccolo hotel vicino all’ingresso del parco, il White Chief Monuntain Lodge, posizione comoda e tranquilla, non essendoci il ristorante abbiamo acquistato una bottiglia di vino rosso e dei barattoli di chili da scaldare al microonde e questa è stata la nostra cena, affacciati nel piccolo balconcino tra il silenzio, l’aria bella fredda e gli alberi della montagna.

http://www.booking.com/Share-Qqthn2

Abbiamo fatto delle bellissime passeggiate immersi in questo mondo fiabesco, tra prati, cascate e al cospetto dell’elegantissimo El Capitan, ci siamo rigenerati ed abbiamo assaporato gli ultimi giorni del nostro splendido viaggio ormai quasi finito, ultima tappa a circa 400 km, San Francisco.

A San Francisco abbiamo riconsegnato la nostra macchina a noleggio e ci siamo mossi quasi sempre a piedi o con il tram. Dal nostro hotel al centro abbiamo raggiunto a piedi la zona del porto dove si trova il mitico pier39 ovvero un centro commerciale dove oltre a vari ristoranti e negozietti, come ad esempio il famosissimo Bubba Gumb  direttamente da Forrest Gump e potrete osservare  i leoni marini che se la godono e oziano sdraiati al sole. Abbiamo fatto il giro con il famoso tram nr.13 tra le salite e discese vertiginose della città, abbiamo noleggiato la bicicletta facendo quasi 30 km tra le colline ed i panorami più incantevoli, passando attraverso il famosissimo Golden Gate Bridge arrivando fino all’elegante Sausalito dove abbiamo poi imbarcato le nostre biciclette per tornare verso la splendida baia in traghetto con tanto di vista romantica della skyline al tramonto.

Un’escursione da non perdere è quella della famosissima Alcatraz, prenotate dall’Italia in anticipo direttamente dal sito ufficiale,  scegliete la visita notturna al tramonto molto più inquietante ed affascinante.

https://www.alcatrazcruises.com/it/

Noi avevamo già dovuto riconsegnare l’automobile, ma vi consiglio di provare  l’emozione di guidare tra le contorte vie di Lombard Street con il vostro mezzo, noi l’abbiamo visitata a piedi e di fare un percorso enologico presso un’azienda agricola con tanto di  vigneto ed assaggi di buon vino, guidare tra le campagne rurali e magari fermatevi  a dormire presso una struttura immersa nella valle, noi per motivi di tempo non siamo riusciti.

San Francisco è un città particolare, ci sono parecchi senza tetto che vagano per la città, sinceramente noi cercavamo di non rimanere fuori in giro fino a tardi la sera, abbiamo evitato di uscire al buio di notte non ci siamo sentiti molto al sicuro là fuori. 

E’ stato un viaggio magnifico, sicuramente stancante, bisogna guidare per tanti chilometri e per godersi i panorami più rari e sfruttare la luce del giorno occorre mettere sempre la sveglia presto al mattino, ci si alza dal letto con gli occhi stropicciati e semichiusi, ma ci si ritrova dopo poco con gli stessi occhi sbarrati e pieni di meraviglia, il cuore colmo di amore e stupore. Il ricordo di tutte le  strade percorse rimarrà sempre dentro di voi, gli scenari così diversi tra loro arricchiranno i vostri pensieri , la magia ed i colori dei luoghi che visiterete vi faranno sentire vivi ed orgogliosi di essere anche voi  parte di questo assurdo, incoerente, fantastico mondo delle meraviglie.

Ogni viaggio lo vivi tre volte: quando lo sogni, quando lo vivi e quando lo ricordi.
(Anonimo)