Antico Egitto

Quante volte avrete visto le immagini delle mitiche Piramidi d’Egitto sulle riviste, il fascino della Sfinge al tramonto, la magia di Luxor, la Valle dei Re; è giunto il momento di mettere da parte le pagine sgualcite per aprirne altre, vere, nuove, di vita vissuta. Qui troverete un itinerario fai da te per l’Egitto, non la classica crociera sul Nilo quindi, ma un on the road che sa di libertà e di avventura per visitare il paese in completa autonomia spostandosi con taxi e treni notturni.

Volo per EL CAIRO direttamente col taxi dell’hotel a GIZA ( 25 km da aeroporto )

9 NOTTI

GIZA PIRAMIDI  auto privata con autista 2 NOTTI

  • Giza e le Piramidi. Entrata alla spianata delle Piramidi: 160 egp
  • Saqqara. Entrata: 150 egp
  • Memphis. Entrata: 80 egp

Atlantis pyramids inn 90 euro

Pyramids village inn 150 euro

 

Hayat Pyramids View Hotel 80 euro

Pyramids Valley Boutique Hotel euro 100

Le Meridien Pyramids Hotel & Spa 70 euro

Marriott Mena House, Cairo 145 euro

TRENO NOTTURNO PER ASSUAN 1 NOTTE 160 euro 2 biglietti

Sleeper: Treno dedicato unicamente ai turisti per la tratta Cairo – Luxor – Assuan, con vagoni letto e cuccette a due posti.

https://enr.gov.eg/ticketing/public/contactus.jsf

Email : support@enr.gov.eg

Complaints and suggestions (Tel): +20 2 25748279

Customer services: 25753555 Mobile: 01274422925

Public Relations: 25774697

Complaints and suggestions (Fax): 25774295

ASSUAN 1 NOTTE

Distorni con autista privato da hotel

  • il tempio di Phile. Entrata 140 egp + il costo della barca per arrivare al tempio è intorno ai 250 egp andata e ritorno. Il tempio si visita in un’ora e mezza e il vostro barcaiolo sarà ad attendervi all’orario concordato per riportarvi indietro.
  • la diga di Aswan. Entrata: 30 egp
  • l’Obelisco incompiuto. Entrata: 80 egp
  • GIRO IN FELUCA SUL NILO
  • MERCATINO DI ASSUAN

Basmatic Nubian Guest House 60 EURO

ABU SIMBEL 1 NOTTE

ESCURZIONE con pulmino 300 km da Assuan ( oppure get your guide ) PER ABU SIMBEL 1 NOTTE poi ritorno ad ASSUAN il giorno dopo

Seti Abu Simbel Lake Resort euro 250

ASSUAN 1 NOTTE

Un altro giorno ad Assuan  giretti vari e riposo poi per andare a LUXOR auto privata con autista hotel con tappe ai templi di Kom-Ombo e di Edfu

Kato Dool Nubian Resort  250 euro

LUXOR 1 NOTTE a 240 km da Assuan

Valle dei re un’auto con autista hotel per girare il tutto che è molto esteso

TOMBE VALLE DEI RE:

  • il tempio di Hatshepsut Al-Deir Al-Bahari. Entrata 100 egp
  • il Ramesseum. Entrata: 80 Egp
  • il tempio di Seti I. Entrata 60 egp
  • il tempio di Medinet Habu. Entrata 80 egp
  • i colossi di Memnone. Entrata: gratuita, si trovano lungo la strada e sono una tappa fissa di qualunque tour
  • 3 tombe a scelta nella Valle dei Re. Entrata: 200 Egp
  • la tomba di Tutankhamun. Entrata: 250 Egp

Iberotel Luxor  euro 50

Aracan Eatabe Luxor Hotel 50 euro

Steigenberger Resort Achti euro 70

 

Hilton Luxor Resort & Spa 120 euro

1 NOTTE TRENO 160 euro 2 biglietti

Trasferimento notturno in treno prima classe da Luxor a Il Cairo. Partenza da Luxor alle 21, arrivo a Il Cairo alle 6.20 del giorno dopo.

IL CAIRO ULTIMA NOTTE

  • il quartiere islamico con il bazar e il centro storico antico. Entrata al complesso di edifici Al Mu’izz: 100 egp
  • la Cittadella. Entrata: 140 egp
  • il quartiere copto
  • la Moschea El-Azhar (entrata gratuita), la moschea del Sultano Hassan (entrata 80 egp) e la moschea di Ibn Tulun (entrata gratuita, mancia obbligatoria ai custodi per i soprascarpe)

Hilton Cairo Zamalek Residences 130 euro

RITORNO IN ITALIA

L’uomo teme il tempo ma il tempo teme le Piramidi.

Transilvania on the road

Avete voglia di un viaggio insolito ed emozionante??? Un on the road tra natura, castelli e leggende???  Qui vi propongo un fantastico itinerario diverso dal solito e non convenzionale per scoprire la misteriosa Transilvania, potrete dormire in luoghi particolarissimi, guidare su strade panoramiche da togliere il fiato e vivere un’esperienza veramente unica e a poco prezzo.

Un on the road in autonomia con la propria automobile che parte dall’Italia,  con prima tappa a Budapest fino ad arrivare alla mitica terra del conte Dracula. Tappa imperdibile anche al ritorno… tutti gli alloggi da me selezionati accettano gli animali domestici, se anche voi  come me, avrete intenzione di portare con voi il vostro affezionatissimo cane, in questo viaggio senza aerei è fattibilissimo.

9 NOTTI MESE DI OTTOBRE nella stagione di Halloween e del favoloso foliage autunnale.

 PRIMA TAPPA 

BUDAPEST, UNGHERIA  10 ORE – 1 NOTTE  

CALLAS HOUSE

HUNEDOARA 460 KM – 1 NOTTE

CASTELLO CORVIN

Escurzione TUNNEL DELL’AMORE OBREJA 120 km da Hunedoara vicino alla città di Caransebeş, nella Romania occidentale. Il comune di Obreja è composto da quattro villaggi, Ciuta, Iaz, Obreja e Var. Per trovare questo bel posto, è necessario dirigersi verso est sulla strada di campagna DN68 ed essere alla ricerca di una vecchia ferrovia proprio alla periferia del villaggio di Obreja. Questa ferrovia vi guiderà verso un bosco sul lato destro della strada. Per raggiungere il bosco, è necessario prendere un sentiero sterrato, che vi condurrà direttamente alla ferrovia abbandonata e alla sua meravigliosa trasformazione nel bosco.

  HANU LU MOS OPINCA

SIBIU 130 KM – 1 NOTTE

poi a l CASTELUL DU LUT a Porumbacu de Sus  40 KM

Mattina partenza DA CARTISONARA 40 KM STRADA PANORAMICA TRANSFAGARASAN verso BASCOV/ARGES CIRCA 150 KM ( da Cartisonara a Bascov )

PENSIUNEA DEALUL VERDE CENA INCLUSA

BASCOV 150 KM – CURTEA DE ARGES 30 KM – 1 NOTTE

    LANGA STANA FATTORIA

BRASOV 140  KM – BRAN CASTELLO a 30 KM – 1 NOTTE

  SCHUSTER BOARDING HOUSE BRASOV

 al mattino VISITA CASTELLO PELES  A SINAIA circa 50 km  ( chiuso lunedi e martedì ) – poi verso SIGHISOARA 160 KM  – 1 NOTTE

TAPPA A VISCRI villaggio a 45 km da Sighisoara 

  CASA VAGNER

CLUJ 160 KM –  1 NOTTE

ANDANDO VERSO CLUJ TAPPA ALLA FORTEZZA DI BIERTAN –   GOLE CHEILE TURZII a  30 KM – FORESTA MOIA BACIU a 10 KM da Cluj 

  CAMINO HOME

   ULTIMA TAPPA IL MAGICO LAGO DI BLED IN SLOVENIA

LAGO DI BLED – 2 NOTTI

  OLD BLED HOUSE

  RITORNO IN ITALIA

Esistono creature particolari, chiamate vampiri. Qualcuno di noi ha prove della loro esistenza. Nonostante noi non abbiamo assoluta certezza riguardo alla nostra triste esperienza, gli insegnamenti e le testimonianze del passato sono prova sufficiente per persone con occhi ben aperti. Bram Stoker.

Dal sud al nord della Norvegia

Ed ora vi propongo un nuovissimo viaggio fai da te per la magica Norvegia, se riesco vorrei andarci quest’estate tra giugno e luglio per poter vivere l’esperienza del sole di mezzanotte,  non pochi soldi e giorni da spendervi, ma se si vogliono vivere dei momenti unici e se si vogliono realizzare i propri sogni, ne varrà sempre la pena, sempre.

Un bel Viaggio non ha mai prezzo per me e vale più di altri mille oggetti materiali, quindi se come me, avete voglia di avventura ed incanto leggete le informazioni di questo super on the road alla scoperta della  Norvegia, tra Rorbu, laghi, traghetti  e fiordi fino al  remoto Capo Nord, troverete gli hotel che più mi attraggono e un’idea di itinerario.

VOLO DIRETTO ROMA – BERGEN circa 3 ore 400 euro

15 NOTTI

ITINERARIO:
BERGEN  1 NOTTE A BERGEN

BERGEN – OSLO con Norwey In a Nutshell partenza ore 8.43 di mattina da Bergen  fareSOSTA A FLAM 1 NOTTE A FLAM

OSLO 1 NOTTE

Da OSLO volo ore 15.00  per EVENES -LOFOTEN arrivo ore 16.40 – noleggiare auto

SVOLVAER 170 KM – 1 NOTTE A SVOLVAER

REINE 120 km  2 NOTTI a REINE

SVOLVAER 120 KM – 1 NOTTE A SVOLVAER

SOMMAROY   430 km – 6 ore 1 NOTTE A SOMMAROY ( città senza orologi )

fare sosta al Polar Park di Bardu https://polarpark.no/

TROMSO  60 km passeggiata su Storgata, la strada principale con l’unica Cattedrale di legno in Norvegia 1 NOTTE A TROMSO

CAPO NORD con macchina 600 km 9 ore 2 NOTTI A CAPO NORD

CAPO NORD – TROMSO con macchina 600 km 9 ore RICONSEGNARE AUTO A TROMSO NOTTE IN TRAGHETTO

TROMSO – BERGEN CROCIERA con traghetto Hurtigruten  3 NOTTI IN CROCIERA

https://global.hurtigruten.com/port-to-port/#/

partenza ore 1.30  da Tromso –  durata 4 giorni – 3 notti in barca – arrivo a Bergen 14.45 prezzo 300 euro a persona

BERGEN  1 NOTTE A BERGEN

COSTI:

VOLO + NORWEY IN A NUTSHELL +  CROCIERA HRUTIGRUTEN CIRCA EURO 950 A TESTA

NOLEGGIO AUTO CIRCA 900 EURO TOTALI

HOTEL CIRCA 2.200 TOTALI

TAPPE ED HOTEL:

BERGEN 1 NOTTE  

Radisson Blu Royal Hotel 200 euro

Det Hanseatiske Hotel 200 euro

Mattino ore 8.40 partenza Norway in a Nutshell BERGEN – OSLO    250 euro a testa:

https://www.norwaynutshell.com/

  • 8.43 partenza da Bergen con treno locale
  • 09.56 arrivo a Voss
  • 10.10 Partenza da Voss con autobus verso Gudvangen
  • 11.05 arrivo a Gudvangen (sosta per spuntino)
  • 12.00 partenza mini crociera tra i fiordi Nærøyfjord e Aurlandsfjord
  • 14.00 arrivo a Flåm bella dormire qui una notte

FLAM 1 NOTTE

Flåm Camping & Cabins 100 euro

Flåm Marina 300 euro

Norway in a Nutshell

  • 16.05 Partenza con treno Flåmsbana  Tratta ferroviaria panoramica che attraversa uno scenario panoramico con diverse cascate
  • 17.03 arrivo a Myrdal (sosta per merenda)
  • 17.54 partenza con treno Bergen Railway
  • 22.35 arrivo ad Oslo

OSLO 1 NOTTE

1 notte di appoggio

Smarthotel Oslo 80 euro

Cochs Pensjonat 80 euro

VOLO Da OSLO volo ore 15.00  per EVENES ( LOFOTEN ) arrivo ore 16.40 – noleggiare auto

1 NOTTE SVOLVAER

EVENES – SVOLVAER 170 km circa 2 ore

Spiaggia Haukalnd

Campo da golf Lofoten Links

Lofotr viking museum

Villaggio Eggum

Henningsvaer campo da calcio e casette pescatori

Centro arte nrdo – museo seconda guerra mondiale – Magic Ice Lofoten locale

Vagan Kirke chiesa legno – acquario

Vesteralen SAFARI BALENE

Città fantasma di Pyramiden

Lofoten Rorbuer 100 euro

Anker Brygge 260 euro

Thon Hotel Lofoten 230 euro

REINE 2 NOTTI

Hamnøy,fiordo romantico vicino Reine

Museo villaggio pescatori e museo stoccafisso Hamnoy case rosse Isola Vaeroy e Rost Spiagge Nordlanshagen e Sorlandshagen

Henningsvær e la spiaggia Skagsanden

Isola Vaeroy e Rost

Parti direzione Nusfjord paesetto pescatori dirigiti poi verso Lekens e fermati a Flakstad ( chiese e spiagge Skagsanden e Ramberg )

Se non è tardi deviazione a Balstad

 

Eliassen Rorbuer 150 euro

The Manor House in Hamnøy 130 euro

Rostad Retro Rorbuer 160 euro

Reine Rorbuer – by Classic Norway Hotels 270 euro

SVOLVAER 1 NOTTE

Spiaggia Haukalnd

Campo da golf Lofoten Links

Lofotr viking museum

Villaggio Eggum

Henningsvaer campo da calcio e casette pescatori

Centro arte nrdo – museo seconda guerra mondiale – Magic Ice Lofoten locale

Vagan Kirke chiesa legno – acquario

Vesteralen balene

Città fantasma di Pyramiden

Lofoten Rorbuer 100 euro

Anker Brygge 260 euro

Thon Hotel Lofoten 230 euro

SOMMAROY 1 NOTTE ( la città senza orologi )

fare sosta al Polar Park di Bardu a 4 ore da Svolvaer e 2 ore da Sommaroy   guide tour predatori ore 13

Sommarøy Arctic Hotel Tromsø 150 euro

TROMSO 1 NOTTE

Ami Hotel 125 euro

Kræmarvika Lodge 250 euro – 13 km dal centro

CAPO NORD 2 NOTTI

Honningsvag cittadina con graziosi negozi e proposte di cibi artici

Promontorio di Hurtigruten

Skarsvag il villaggio di pescatori più settentrionale al mondo

Parco naturale Kirkeporten

Isola degli uccelli di Gjesvaerstappan

Cape Marina Penthouse 250 euro VICINO 7 KM DA CAPO NORD

Nordkapp Caravan og Camping 100 euro VICINO CAPO NORD

Northcape Nature – Fishing camp – Leil 1, Brygge 400 euro – CAMPO PESCATORI A 20 KM DA CAPO NORD

Nygård Apartments 224 euro – 40 km da Capo Nord, questa struttura si trova nel borgo di pescatori di Gjesvær

 

Scandic Bryggen 170 euro

TROMSO imbarco crociera notturno no hotel

RICONSEGNARE AUTO A NOLEGGIO A TROMSO

CROCIERA PER BERGEN  traghetto Hurtigruten  3 NOTTI IN CROCIERA

https://global.hurtigruten.com/port-to-port/#/

PARTENZA 1.30 di NOTTE da TROMSO – 3 NOTTI IN NAVE – 300 EURO A PERSONA

FERMATE TRAGHETTO Hurtigruten TROMSO – BERGEN:

https://global.hurtigruten.com/port-to-port/#/

BERGEN 1 NOTTE

arrivo a Bergen dalla crociera ore 14.45

Radisson Blu Royal Hotel 200 euro

Det Hanseatiske Hotel 200 euro

RITORNO IN ITALIA

Il guerriero della luce crede. Poiché crede nei miracoli, i miracoli cominciano ad accadere. Poiché ha la certezza che il suo pensiero può modificare la vita, la sua vita comincia a mutare. Poiché è sicuro che incontrerà l’amore, l’amore compare.

Mosca e Sanpietroburgo

Ecco un altro itinerario che ho preparato per un bel week end lungo in Russia, tra le delizie culinarie  e le storiche piazze di Mosca e San Pietroburgo spostandosi in treno.

Non vedo l’ora di poter vivere questa esperienza in questo paese così autentico e dalla fortissima personalità, la bozza e pronta io pure! Aspettiamo solo l’apertura delle frontiere per turismo….

MOSCA/SANPIETROBURGO con il treno

Periodo consigliato: Maggio, Giugno, Luglio, Agosto o  Settembre

Libri consigliati:

Anna Karenina – Lev Tolstoj

Il maestro e Margherita – Michail Bulgakov

treno diurno ad alta velocità (Sapsan), il quale ci mette circa 4 ore,

I treni partono dalla stazione di Leningradskiy a nord-est di Mosca (ma è comunque abbastanza centrale) e arrivano alla stazione dei treni di San Pietroburgo (che si trova nel centrale viale Nevsky).

treno notturno molto affascinante I più conosciuti sono il Freccia Rossa (treno 002A da Mosca) o il Grand Express (054), che partono rispettivamente alle 23.55 e 23.40, e arrivano verso le 8 di mattina a San Pietroburgo.

https://pass.rzd.ru/main-pass/public/en

MOSCA

Cremlino – piazza rossa – cattedrale san basilio  – il convento delle “Nuove Vergini” – Cattedrale di Smolensk – Cattedrale del Cristo Salvatore (vai sul retro e fermati sul ponte che la collega all’isola di Mosca. Questo ponte offre uno degli scorci migliori della città )  – strada Tsverskaya – metropolitana

SUPERMERCATI SFARZOSI il Gastronom N° 1 (dentro al GUM in Piazza Rossa) e l’Eliseyevskiy (in via Tverskaya).

Spa sauna https://msk.sanduny.ru/ru#

Mercato L’Izmailovsky

Il VDNH (in italiano – Esposizione delle conquiste dell’economia nazionale) è un enorme complesso architettonico con giardini, padiglioni monumentali e, soprattutto, meravigliose fontane dorate che funzionano da metà aprile a metà ottobre.

BUNKER 42

http://bunker42.com/eng/fg.php#../images/large/1.jpg

https://www.getyourguide.it/activity/mosca-l181/mosca-visita-guidata-di-2-ore-al-bunker-42-t175191?utm_force=0

https://www.getyourguide.it/activity/mosca-l181/mosca-tour-guidato-della-metropolitana-e-del-bunker-42-t383452?utm_force=0

Teatro Bolshoi danza classica

www. bolshoi.ru

RISTORANTI

·  Caffé Pushkin: probabilmente il ristorante più famoso di Mosca e che apparirà in tutte le liste di ristoranti della città (vedi foto all’inizio dell’articolo).

·  Gran Caffé Dr. Zhivago: altro conosciuto e famoso ristorante.

·  White Rabbit:

·  Ristorante Bolshoi: uno dei migliori ristoranti di Mosca proprio dietro al teatro.

·  YAR: ristorante con spettacoli.

Expedition: cucina siberiana all’interno di un locale decorato come un vero elicottero.

Ristorante Bolshoi: uno dei migliori ristoranti di Mosca proprio dietro al teatro.

Genatzvale: nella zona dell’Arbat (vedi foto in basso).

Uryuk

HOTEL

hotel Metropol

Hotel National, a Luxury Collection Hotel in Moscow

The St. Regis Moscow Nikolskaya

SANPIETROBURGO

prospettiva Nevskij è il grande viale che attraversa la città di San Pietroburgo da ovest ad est unendo l’Ammiragliato al Monastero di Aleksandr Nevskij.

Fortezza san pietro e paolo – cattedrale sant’Isacco – Peterhof è un magnifico complesso di palazzi, giardini, fontane, cascate – Palazzo d’Inverno domina la monumentale Piazza del Popolo – chiesa del salvatore – Cattedrale di Sant’Isacco.

camminare sui tetti. Un insolita passeggiata sui tetti di San Pietroburgo visite guidate avvengono in cima a un palazzo in stile art nouveau in via Ligovskij Prospect 65.

RISTORANTI

Palkin,

Troyka

Yat

Katyusha

Severyanin

HOTEL

Grand Hotel Europe, A Belmond Hotel, St Petersburg

Kempinski Hotel Moika 22

Majestic Boutique Hotel Deluxe

Io penso che ci siano due tratti fondamentali dello spirito russo: la dolcezza e la radicalità (l’assenza di mezze misure).  -Vasilij Rozanov –

Lapponia, Magia pura come la neve

Immense e sperdute distese bianche, boschi incantati, candidi spazi sconfinati, silenzi spezzati solo dal cinguettìo degli uccelli, cieli stellati, pace interiore, il tutto ricoperto e circondato da soffice neve luccicante al sole… questo e molto di più è la Lapponia.

Il rumore dei nostri passi tra le neve scricchiolante, gli spostamenti alternativi per andare a fare colazione, o cena con uno slittino… le gite in mezzo ai boschi con gli husky che trainano le nostre slitte, le gite notturne sotto ad un cielo mozzafiato tra i boschi solitari trainati dalle renne… magia pura magia.

SAMSUNG CAMERA PICTURES

Non dimenticherò mai tutte le passeggiate, immersi nel bianco, con i raggi del sole che riflettevano tra gli alberi e si rispecchiavano sul manto di neve, i silenzio pacifico e guaritore, l’aria pura e brillante… ricordo le nostre smorfie nel guardare sugli scaffali dei mini market del paesino Saariselka le confezioni di carne di renna o di orso, per poi scoprire che in realtà la prima, la carne di renna, è veramente buona! Ricordo i nostri sorrisi divertiti nel vedere i manifesti dei live dei tradizionali cantanti folk dai nomi impronunciabili e dal sorriso smagliante!

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E poi c’è Lei l’unica indiscussa regina e protagonista, signora aurora boreale! Siamo stati molto fortunati ed abbiamo avuto l’immenso piacevole di vederla ben due volte, si è concessa a noi in tutto il suo splendore smeraldo, l’abbiamo ammirata incantati comodamente sdraiati sul letto della nostra magica camera dal soffitto di vetro, dal grande igloo che avevamo sopra di noi.

Ricorderò le nostre partite a carte davanti al fuoco ed al tepore del camino, nel nostro cottage di legno accogliente e romantico, tra le stelle, i tramonti, gli alberi, la neve, il silenzio, l’aurora boreale e tutta la magia della splendida Lapponia.

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Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
(Pablo Neruda)

Giappone Fiorito

Voli  Etihad periodo inizio Aprile, due settimane

Cosa mettere in valigia

Giubbino pesante, cappello di lana, scarpe comode, abiti eccentrici e particolari.

Libri consigliati

Memorie di una Geisha – Arthur Golden

Nel segno della pecora – Haruki Murakami

Neve – Maxence Fermine

Consigli pratici

Come prima cosa vi consiglio di ordinare il pocket wi-fi per rimanere sempre connessi ad internet, vi sarà utilissimo per rintracciare luoghi, strade anche da percorrere a piedi tramite gps, eventuali ristoranti e soprattutto gli orari dei treni veloci, per quest’ultima informazione vi consiglio di scaricare l’apposita app Hyperdia e di consultarla e studiarla prima in base al vostro itinerario, cercando sempre di intraprendere i viaggi di mattina presto, quindi scegliere le prime partenze per raggiungere prima le destinazioni ed avere quindi più tempo da sfruttare durante il giorno. Il pacchetto wi-fi vi verrà consegnato direttamente al vostro hotel o all’ufficio postale dell’aeroporto di arrivo, potrete ordinarlo tramite l’agenzia Japa Wireless https://www.japan-wireless.com/en

Quindi dovrete prenotare ed acquistare anche il Japan Rail Pass per potervi muovere comodamente con i famosissimi treni veloci giapponesi, potrete scegliere JR pass da 7-14 o  21 giorni, considerate che il costo per una settimana è di circa 240 euro e che con questa tessera saranno compresi tutti i viaggi con mezzi del gruppo JR, la  linea Yamanote della metro Tokyo, il Narita Express, alcuni tram e traghetti autobus JR ed i treni proiettile Shinkansen ad eccezione degli Nozomo e Mizuho.

https://m.japan-rail-pass.it/mobile/

https://www.jrailpass.com/it/il-japan-rail-pass

https://m.jrpass.com/it

Appena atterrati in aeroporto andate subito ad uno sportello postale o della stazione ed acquistate anche una tessera per la metropolitana di Tokyo, anche qui in base alla vostra permanenza potrete scegliere quella che fa più al caso vostro ci sono tessere da 48 o 72 ore.

Prenotate dall’Italia il noleggio dell’automobile da Kyoto per poter raggiungere le magiche Koyasan e Nara, ricordate che la guida è a destra ed è necessaria la patente internazionale.

Cercate di non ostentare ed esibire troppo eventuali tatuaggi, in Giappone non sono visti benissimo.

Da non perdere

Hanami nei vari parchi di Tokyo

Noleggiare ed indossare un kimono a kyoto

Particpare alla cerimonia del thè di Kyoto

Fare il bagno caldo in Onsan

Assistere ad uno spettacolo del Robot Restaurant di Tokyo

Cantare al karaoke

Dormire in futon in un caratteristico ryokan

Dormire in un tempio buddista a Koyasan

Accarezzare un cervo di Nara

Guardare le pubblicità giapponesi in Tv

Itinerario

Tokyo

Hakone

Kyoto

Koyasan

Nara

Kyoto

Miyajima

Hiroshima

Kyoto

Viaggio

Atterrati all’eroporto di  Narita  appena ritirato pocket wifi ed acquistata la tessera della metro, abbiamo prenotato il biglietto allo sportello e preso subito il treno Narita Express, compreso nel nostro JR pass per raggiungere il centro di Tokyo, il nostro hotel dove saremo rimasti 5 notti è nel quartiere Kabukicho, vicino  Shinjuku. Abbiamo scelto questa zona in quanto molto popolare e storica, siamo nella zona dei locali notturni, localetti, pub,  e lo street food tra le viette di Omoide Yokocho un’area dove si trovano ristorantini stile nipponico in un’atmosfera retrò che porta indietro nel tempo. Appena usciti passeggiando ci siamo subito resi conto del  clima parecchio freddo che  inizialmente ci ha presi alla sprovvista, per fortuna eravamo vestiti pesanti, ci siamo subito addentrati tra le viuzze del vecchio quartiere stracolme di strettissimi localetti dove si mangiano spiedini di mille tipi direttamente a bancone, questi ambienti sono frequentati soprattutto da uomini d’affari locali che si fermano a mangiare e bere qualcosa dopo il lavoro, alcuni non ci hanno permesso di entrare, ma ne abbiamo trovato uno che ci ha accolto e dove abbiamo potuto smangiucchiare qualcosa tra gli altissimi fumi di fornelli in cucinini improbabili. Girovagando per la zona rossa è facile imbattersi nelle numerosissime e folli sale da gioco dove troverete centinaia di giapponesi intenti a fumare una sigaretta dopo l’altra e a manovrare slot machine e video poker rumorosissimi, tra musica disco dance assordante a tutto volume, mi raccomando entrate e fatevi un giro veloce, ne uscirete con un mal di testa incredibile, ma ridendo a crepapelle.

Non mancherete di vedere neanche mega King Kong e Godzilla appesi sui grattacieli tra le vie di Kabukicho, né di ascoltare megafoni per le vie del centro che urlano, ridacchiano ed esclamano vivaci frasi in un giapponese per noi incomprensibile. Vi imbatterete sicuramente in capsule e  love hotel dove si possono affittare camere ad ore, se avete la curiosità di passare una notte particolare con il vostro partner vi consiglio il love hotel SARA KAWAGOE è un po’ fuori mano, ma si raggiunge in metro e sarà un’opportunità per vedere nuovi quartieri della città, è un love hotel molto bello,  ogni stanza a tema coloratissima ed originale, occorre prenotare qualche mese prima altrimenti non troverete posto https://sara-kawagoe.jp/

Assolutamente da non perdere lo spettacolo dissennato al Robot Restaurant, prenotate un tavolo con drink e snack tramite il loro sito ufficiale http://www.shinjuku-robot.com/pc/ ed assisterete ad un vero e proprio delirio giapponese! Luci, balletti, mega robot, musica assurda, rappresentazioni anime, travestimenti, scenografie coloratissime sarà come essere all’interno di un vero e proprio cartone animato, tra draghi, mostri, e altre decine di personaggi e creature fantastiche e soprattutto enormi.

Non perdetevi inoltre una serata di Karaoke al Pasela, riservate per un’ora o più una stanzetta privata dove potrete cantare a squarciagola persino qualche canzone italiana di Celentano, sarà super divertente, potrete mettervi comodi, togliervi le scarpe,  indossare delle morbide pantofole che saranno lì a vostra disposizione, bere sakè ed ordinare dal telefono i loro fantastici mega toast al gelato e frutta che vi verranno serviti all’interno della vostra saletta, un’esperienza unica, assurda e veramente esilarante! Se ci ripenso ho ancora le lacrime agli occhi dalle risate.

Se volete mangiare del buon tonno non perdetevi una cena al ristorante Meguroshoten, occorre prenotare prima, passerete una serata divertentissima dove potrete assistere al taglio di un gigantesco tonno con tanto di racconto commentato ( ovviamente in giapponese ) passo passo al microfono, applausi e cori e dove potrete gustare cibo di ottima qualità .https://maguro-shoten.favy.jp/

Un altro ristorante stupendo che vi consiglio è il Rokkasen dove potrete mangiare ottimo kobe all you can it in uno sfondo elegantissimo, all’ultimo piano di un grattacielo con una vista meravigliosa in un ambiente veramente caratteristico, una cosa curiosa per noi occidentali è trovare queste salette intime nei ristoranti, chiuse con delle tende, mangiare spesso seduti per terra e sempre scalzi, solitamente al momento di togliervi le scarpe vi saranno date da indossare delle ciabatte marroni di pelle per girare all’interno del locale.

https://www.rokkasen.co.jp/index.php

Per  gli amanti come me di Quentin Tarantino, nel quartiere Ropponghi sempre raggiungibile in metropolitana, potete cenare al ristorante Gonpachi dove hanno girato la scena del combattimento di Beatrix con gli 88 folli di Kill Bill, anche qui è opportuno prenotare prima altrimenti rischierete di non trovare posto  https://gonpachi.jp/nishi-azabu/ , uscendo dal ristorante mentre camminando tornavamo verso la fermata della metro ci siamo casualmente imbattuti in un cimitero stupendo, di notte ancora più suggestivo chiamato Aoyama, un luogo molto affascinante ricco di energia, con delle solenni  e antiche tombe di pietra bellissime, il tutto circondato da meravigliosi ciliegi in fiore, abbiamo passeggiato all’interno attraversando le lapidi e gli alberi e siamo stati pervasi da una pacifica sensazione di benessere  che ci ha accompagnato per tutta la serata.

Poco distante dal nostro hotel c’è anche il frenetico quartiere di Shibuya, la cui fermata della metropolitana è una delle più affollate di Tokyo e la cosa bella è che, malgrado sia frequentata da migliaia di persone, non si urta mai nessuno e sembra regnare una costante e surreale calma e compostezza, proprio come il silenzio nelle strade trafficate della zona, essendo praticamente tutte elettriche le automobili che le percorrono è inverosimile camminare per strada e non udire il solito fastidioso frastuono urbano; d’obbligo attraversare a piedi l’immenso incrocio di Shibuya noto per le sue strisce pedonali che si intersecano tra loro ed una delle quali attraversa in diagonale il centro dell’incrocio stesso. In questa zona c’è anche il visionario Kawaii Monster Cafe Harajuku, un bar eccentrico e coloratissimo dove le cameriere sono tutte travestite stile fumetto e dove incontrerete unicorni glitterati giganti ed altri animali fantastici, ecco qui dove potete trovarli:  http://kawaiimonster.jp/

Per ammirare la skyline notturna consiglio di andare al metropolitan government building, sempre in zona Shibuya.

Un altro quartiere molto originale e glamour è Harajuku, ci sono diversi negozietti di manga ed anime e potreste facilmente incontrare i personaggi più nerd e bizzarri di Tokyo i cosiddetti  Cosplay, ovvero ragazzi che, specialmente la domenica,  si travestono ed indossano costumi stravaganti, se ne avete voglia vi consiglio di andare anche voi vestiti in modo eccentrico ed estroso per girovagare tra le vie di questa zona, vi divertirete da morire e non vi sentirete di certo fuori posto, anzi.

Mettete la sveglia presto e recatevi all’alba al mercato del pesce di Tsukiji fatevi un giro tra le bancarelle, a quest’ora i ritmi sono molto più lenti e rilassati e ci sono meno turisti la maggior parte delle poche persone che incontrerete sarà gente del posto che va a fare la spesa, nell’aria si sentiranno i profumi delle prime zuppe messe su a cuocere nei banchetti dello street food  e se siete fortunati vi capiterà di vedere tonni giganti appoggiati sui banchiancora da tagliaree mi raccomando  acquistate del buon pesce fresco da asporto, io ho scelto del sashimi di tonno e pesce spada confezionato in vaschette di plastica per il mio pc-nic a parco Ueno.

Siamo ai primi di aprile e durante questo magico periodo primaverile in tutto il Giappone si festeggia l’Hanami ovvero la fioritura dei sakura, i ciliegi, una tradizione antica più di un millennio, in questo periodo nei parchi più famosi tutti i giapponesi, gruppi di amici, famiglie intere si riuniscono per ammirare insieme la fioritura, troverete parecchi gruppi di vecchietti a giocare a carte a chiacchierare, facendo dei pic nic sotto gli alberi tra i petali rosa, tutti  accomodati su delle enormi coperte di plastica azzurre.

Il momento del petalo che si stacca dal ramo e cade a terra è un attimo sacro, il tempo sembra scorrere più lento e la malinconia che evoca è la metafora della vita, il ciclo naturale della morte.

Una leggenda narra che ogni fiore di ciliegio ha un colore diverso, sotto ad ogni albero di ciliegio giace lo spirito di un guerriero e più il fiore è di un colore acceso, più il guerriero era valoroso, nei parchi di Tokyo potrete apprezzare migliaia di alberi e di fiori dalle diverse sfumature del bianco, rosa e magenta, i tappeti di petali che si formano a terra sembrano infiniti e sembrano indicare un percorso magico verso mondi incantati e segreti.

Abbiamo acquistato anche noi la nostra coperta-tovaglia azzurra nelle numerosissime bancarelle che le vendono, insieme a i bonsai, ventagli e tante altre deliziose cianfrusaglie giapponesi, abbiamo raggiunto parco Ueno ed abbiamo scelto il nostro albero di ciliegio preferito, o meglio lui ha scelto noi,  per sederci sotto di esso e goderci lo scenario splendido unico al mondo, emozionante, favoloso e fare il nostro pic nic con il pesce e le fragole fresche appena acquistati al mercato, il kit-kat e la coca cola sempre alla fragola nelle loro edizioni limitte introvabili appositamente dedicate all’Hanami.

Altro luoghi straordinari dove poter godere a pieno lo spettacolo naturale dell’Hanami sono il parco Shinjuku gyoen uno dei più grandi e romantici, immerso in migliaia di specie diversi di ciliegi in fiore, nel cinguettio degli uccelli, boschetti tranquilli e giardini tradizionali giapponesi, un vero paradiso terrestre dove grazie a degli altoparlanti sotto fondo si sente anche una soave musica che rende tutto ancora più suggestivo, sembra di sentire il canto dei ciliegi, la voce dell’Hanami che prende vita. C’è poi il parco Inokashira, dove potrete passeggiare nei pressi del lago e la sorgente del fiume Kanda sempre inebriati dal profumo inconfondibile dei fiori di ciliegio e dove potrete fare un giro del lago con i buffi pedalo a forma di cigno, un punto panoramico speciale dove potrete contemplare il pittoresco contrasto degli austeri grattacieli circondati dai dolci alberi fioriti.

Un altro punto perfetto per ammirare l’esplosione della  magica primavera giapponese è il distretto Nakameguro con i sentieri che fiancheggiano il fiume e dove i rami dei ciliegi in fiore formano dei suggestivi tunnel, i negozietti locali vendono libri d’arte, birre artigianali e ci sono degli ottimi bistrò tradizionali giapponesi dove poter mangiare qualcosa sotto l’ombra dolce dei fiori.

Infine prima di lasciare Tokyo facciamo un giro nel vecchio quartiere Asakusa, dove si trovano il bellissimo tempio Senso-ji, negozietti di artigianato e parecchie ragazze che indossano il tradizionale kimono anch’esso rigorosamente floreale a tema con la moltitudine di ciliegi che si possono trovare anche qui.

A questo punto lasciamo Tokyo, in stazione prima di salire in treno acquistiamo il classico bento, ovvero un contenitore con una porzione di pasto tradizionale giapponese da poter gustare durante il  viaggio, ne troverete decine di tipi diversi e non saprete quale scegliere per il vostro fantastico pranzetto in treno, io ho optato per un coloratissimo bento di Hello Kitty, perfetto direi per raggiungere la nostra prossima meta, la città di Hakone.

Il viaggio con i treni veloci è comodissimo e molto piacevole, permette di raggiungere città parecchie distanti tra loro in poco tempo e di godersi almeno un po’ la vista dal finestrino, resterete stupiti dalla pulizia dei mezzi, dai treni alla metropolitana e dei loro servizi igienici e  piacevolmente sorpresi anche dalla gentilezza disarmante dei controllori che prima di abbandonare la vostra carrozza uscendo e girandovi le spalle vi faranno un piccolo elegantissimo inchino. Col passare dei giorni vi abituerete alla gentilezza, all’umiltà di questo splendido popolo, ma inizialmente proverete un enorme senso di tenerezza e forse anche un po’ di disagio ad ogni loro semplice gesto nonché inchino, ma sarà una delle cose che apprezzerete e che vi mancherà di più del Giappone, la loro finezza e la loro innata signorilità.

Appena arrivati ad Hakone abbiamo subito respirato un’aria diversa, di montagna, ritmi molto più lenti e rilassati, tanta natura e tanto verde, non riuscivamo a trovare il nostro ryokan perché tutte le scritte erano solamente in giapponese, non so come siamo riusciti a farci capire da una meravigliosa vecchietta che con ai piedi dei tradizionali zoccoletti ci ha accompagnato per un piccolo tratto di strada, per poi farci tagliare in una foresta di bamboo che sarebbe dovuta essere una scorciatoia, è così che con gli zaini in spalla più grandi di noi, tutti spettinati siamo spuntati fuori da una boscaglia selvaggia tutti trafelati ed infangati  ed è stato divertentissimo vedere le facce stupefatte delle persone che ci hanno visto sbucare da lì stile Indiana Jones!

Il nostro ryokan Senkei Yamagaso un vero è proprio sogno ad occhi aperti, un paradiso terrestre immerso in un giardino zen, con tanto di Onsen, ciliegi in fiore e vari piccoli ruscelli, avevamo a disposizione un ampio spazio con tanto di soggiorno con tavolinetto a terra dove ci è stato servito il sakè ed il thè,  un bagno ed una camera con il classico futon giapponese, ovvero il letto a terra comodissimo e morbidissimo, un ambiente molto caratteristico e suggestivo, i pavimenti formati da tatami, le rifiniture interne in legno e la vista sullo splendido giardino.

https://www.hakone-senkei.jp/

Ad Hakone abbiamo fatto il classico giro che permette di vedere tutte le bellezze della città in un modo alquanto originale, come prima cosa abbiamo preso il  caratteristico treno della linea Tozan, un’antica rete ferroviaria che passa attraverso il bosco e regala scenari da favola, che ci ha portato fino a Gora, da qui abbiamo raggiunto Sounzan con una ripidissima funicolare sempre tra le boscaglie, poi con la funivia siamo andati verso Togendai passando per la zona vulcanica Owakudani, dove ci sono vapori sulfurei attivi e dove si possono trovare le uova nere di Kuro Tamago, la leggenda narra che sono delle uova magiche e che mangiarle allunghi la vita di 7 anni.

Infine con un altro insolito affascinante mezzo, un vero e proprio vascello di pirati del diciottesimo secolo,  abbiamo fatto una crociera sul lago Ashi, sullo sfondo del monte Fuji, siamo arrivati all’altra sponda dove c’è il magnifico torii rosso nell’acqua e dove abbiamo visitato il santuario di Hakone, uno splendido tempio circondato dal bosco e da stupendi antichissimi alberi millenari.

La sera siamo usciti a piedi e passeggiato per le romantiche viette del paese con tanti localetti tipici dove gustare del buon ramen fatto in casa.

Lasciamo Hakone alle prime dolci luci dell’alba, l’atmosfera intorno a noi è veramente coinvolgente, la natura che si risveglia piano piano insieme a noi, il profumo intenso della terra e dell’erba umida ci accompagnano fino alla stazione dove prendiamo un altro super treno veloce per Kyoto. Per muoverci in città inizialmente abbiamo avuto qualche piccola difficoltà in quanto è troppo grande da girare a piedi come Hakone e la metropolitana non è collegata benissimo come quella di Tokyo, il mezzo più indicato è senza dubbio l’autobus ed è lo stesso utilizzato anche dai suoi abitanti, quindi erano sempre stracolmi e ci è voluto un po’ per capire il meccanismo dei vari giri e fermate. Kyoto è una città storica, tradizionale, famosa per il numerosi templi classici buddisti, i palazzi imperiali, le case di legno tradizionali, i santuari e poi loro…le affascinanti geishe.

Come prima cosa siamo andati a ritirare il nostro kimono che avevamo precedentemente prenotato alla favolosa sartoria Yume https://yumekyoto-kimono.com/en/ proprio di fronte il nostro hotel, qui abbiamo potuto scegliere tra centinaia di stoffe colorate e fantasie floreali, dopo di che c’è stata la scrupolosa vestizione da mani esperte che ci hanno cucito addosso e alla perfezione,  con una tecnica specifica,  il nostro Kimono personalizzato con cui avremo orgogliosamente girato per le vie della città.

I templi che abbiamo visitato sono veramente molto belli e tantissimi, ognuno di loro lascia dentro un ricordo indelebile,  un’immagine da cartolina; il tempio Tenryuji immerso in un gigantesco giardino zen ed il paesaggio montano di Arashiyama con la sua meravigliosa foresta di bamboo, il tempio Kiyomizu-dera anch’esso all’interno in una splendida cornice di alberi di acero  e ciliegi fioriti con le sue enormi pagode rosse, il tesoro di Sanjusangen-do con le sue mille statue perfettamente allineate e protette da ben 28 divinità dalle facce talmente inquietanti da incutere il giusto timore da far si che non si facciano video né foto come da istruzioni.

E poi ancora il fantastico tempio dorato Rukuon-ji  con il suo giardino zen buddista Ryoanji, qui abbiamo assistito alla tradizionale cerimonia del thè nella sala di Camelia, un rito spirituale che va molto al di là del semplice consumo di una tazza di tè, ma ha regole ben precise, è una rappresentazione che ha origini millenarie, nata nei monasteri buddisti per aiutare i monaci nella ricerca interiore di sé; è stato un momento molto intimo ed emozionante, il thè mtacha dal colore verde giada che ci è stato preparato ha un sapore vivido, appassionato e racchiude tutta la storia e la  memoria di questo antico rituale. https://tea-kyoto.com/

Infine il suggestivo santuario di Fushimi Inari che colpisce dritto al cuore, con i suoi famosissimi torii rossi, i portali sacri, che scorrono tra sentieri nascosti nei boschi che si trasformano in luoghi protetti, dove il cielo scompare ed è più facile pregare e sentirsi soli in pace e liberare la mente, il percorso che arriva alla cima della collina è di circa 2 ore e vi consiglio vivamente di partire la mattina presto ed avventurarvi in questo mistico cammino personale alla scoperta di sé.

Quando cala la notte Kyoto si fa ancora più affascinante, i ciliegi in fiore illuminati sono veramente magici, il quartiere Gion, la sera è ancora più suggestivo e misterioso, se siete fortunati potete intravedere una vera Geisha che  attraversa di corsa la strada, sono molto schive e non è affatto facile incontrarle.

Da Kyoto abbiamo noleggiato una macchina per andare a Koyasan e dormire in un tempio buddista, la strada che porta in questo luogo meraviglioso è insidiosa, non è facile imboccare la via giusta, inizialmente anche il gps porta in una via sterrata, pericolosa senza protezione, ai margini di un burrone, abbiamo sbagliato più volte, facevamo il girotondo, ritrovandoci sempre al punto di partenza; sembra rappresentare la metafora della vita, spesso si vaga senza meta, si cerca e non si trova, finchè ad un certo punto, quando si smette di perseguire con accanimento un qualcosa, questo arriva da te ed infatti dopo più di un’ora, senza capire ancora come, finalmente siamo riusciti a prendere il percorso giusto, tra meravigliosi paesaggi montani giapponesi e panorami stupendi che ci avrebbe portato in questo luogo sacro.

Ad un tratto  abbiamo intravisto una statua gigantesca di un guardiano con il viso spaventoso, abbiamo fermato la macchina e siamo scesi…ci siamo trovati davanti un tempio remoto, solitario, antichissimo e maestoso e dietro di esso iniziava un magico sentiero di torii celato tra gli alberi, che proseguiva all’interno del bosco selvaggio, i cancelli sempre rossi e di legno che così segnati dal tempo, sciupati, un po’ scoloriti  erano ancora più solenni.

Proseguiamo e finalmente arriviamo al tempio che ci avrebbe ospitato per la notte, i monaci sono stati gentilissimi, la nostra stanza umile stile ryokan aveva una vista meravigliosa sulle colline circostanti, ci è stata servita una tipica cena vegana molto buona,  abbiamo visitato di notte il mistico cimitero buddista ed è stata un’emozione indescrivibile, per la notte abbiamo dormito in caldi e soffici futon. Abbiamo inoltre fatto meditazione ed assistito alla cerimonia del fuoco all’alba, a cui i monaci ci hanno gentilmente permesso di partecipare, sono stati bruciati dei bastoncini di legno con su scritti i nostri desideri e le cose che volevamo abbandonare.  Prima di lasciare questo luogo incantato abbiamo visitato anche il complesso di templi di Koyasan, tra pagode rosse, santuari di legno e foreste di altissimi pini che emanavano il loro inconfondibile inebriante profumo.

Riprendiamo la macchina e prima di tornare a Kyoto facciamo una tappa a Nara per visitare il favoloso parco pubblico da dove si raggiunge a piedi il grande tempio orientale di Todai-ji  tutto completamente in legno, con la sua statua del budda di bronzo, una tra le  più grandi del mondo.

Ritrovandosi a passeggiare nel parco tra i ciliegi fioriti ed i cervi la città di Nara è un altro dei tanti sogni ad occhi aperti del Giappone, un vero e proprio dipinto,  gli alberi in fiore sono tantissimi ed ancora di più lo sono i cerbiatti che ti girano intorno e che si fanno tranquillamente accarezzare talmente sono abituati a prendere coccole da tutti.

Rientriamo quindi a Kyoto per gli ultimi giorni di questo fantastico viaggio e da qui prendiamo un altro treno per Hiroshima, ma prima ci fermiamo alla vicina Miyajima.

Appena usciamo dalla stazione andiamo verso il vicinissimo porto e prendiamo il traghetto,  compreso tra l’altro nel nostro JR pass, per raggiungere l’isola. Il tragitto dura circa mezz’ora e appena toccata terra la prima cosa che salta all’occhio è il grande malinconico torii in mezzo all’acqua. L’isola è veramente un gioiellino, molto frequentata da turisti giapponesi, ci sono parecchi  negozietti che vendono souvenirs e ristorantini tipici dove si possono gustare le famose ostriche tanto rinomate in questa zona che vengono cotte alla griglia, c’è il Tempio Daisho-In che sorge ai piedi del monte Misen immerso nella quiete della foresta e la pagoda Tahoto circondata anch’essa da splendidi ciliegi in fiori e cervi, si anche in questa tranquilla isola infatti vivono indisturbati centinaia di dolcissimi esemplari.

Raggiungiamo Hiroshima dal porto di Miyajima con un tram locale, fa strano pensare che questa città così bella, all’avanguardia sia rinata più forte di prima dopo una così terribile e recente catastrofe, evento impossibile da dimenticare, soprattutto alla testimoniante vista del Bomb Dome, uno dei pochi edifici rimasti in piedi dopo lo scoppio della bomba, oggi patrimonio dell’Unesco, una vista che provoca sgomento ed impotenza, proprio come il museo della Pace, della memoria, una visita commovente, straziante per non dimenticare mai lo spettro della guerra e  della malvagità umana.

Finisce così il nostro viaggio nella terra del sol levante, che ci ha accompagnato tra i suoi splendidi panorami, la danza silenziosa dei petali che cadono, la voce degli antenati che riecheggiano tra portali rossi, il canto  quieto del vento tra le foreste di bamboo….ci mancherà la sana follia giapponese, ci mancheranno persino i vasi dei wc parlanti e tutti illuminati da luci led colorate, nonché i cartelli nei bagni con gli assurdi divieti di montare in piedi sopra i vari servizi igienici….avremo nostalgia di questo popolo fiero e buono, della loro gentilezza, i loro sguardi profondi e taciturni,  i loro sorrisi timidi e premurosi, la loro malinconica allegria, le loro strampalate rispettabilissime abitudini che ci hanno fatto così tanto divertire , giocare, ringiovanire. 

Sayonara magico Giappone e che sia un Arrivederci e non un addio!

  Al tempio c’è una poesia intitolata “la mancanza”, incisa nella pietra. Ci sono tre parole, ma il poeta le ha cancellate. Non si può leggere la mancanza: solo avvertirla. -Memorie di una geisha-

Bali, Misteri, Profumi, Sorrisi

Queste tre cose mi rimarranno per sempre impresse della magica Bali, l’alone di mistero che si diffonde silenzioso tra le pietre dei tempi, nella nebbia mattutina alle pendici dei vulcani, nascosto tra le lussureggianti e verdi colline e le sconfinate risaie smeraldo.

Il profumo di incenso che ti accompagna sempre, tutto il giorno, per la strada, tra la gente, in mezzo al traffico… in silenzio, in preghiera, nella confusione, il profumo dei fiori freschi è lì, c’è sempre e si mescola a quello dolce  del curry, delle cucine a quello aspro di benzina, a quello pungente dello scarico delle marmitte e dà sollievo, benessere, pace.

I sorrisi splendenti dei bambini che corrono scalzi tra le pozzanghere, i sorrisi rugosi degli anziani che con le ceste in testa si dirigono verso i loro piccoli altarini per la benedizione giornaliera, i sorrisi della gente che incroci per strada che non mancano mai, quei sorrisi che sono sempre dietro l’angolo ad augurarti una bella giornata.

E poi ci sono loro, indiscusse protagoniste del tempio Monkey Forest ad Ubud,le  innumerevoli scimmie che ti girano intorno, giocano e ti guardano curiose,  è stato un vero piacere rincontrarle anche al tempio di Uluwatu, a picco sulla montagna in mezzo all’oceano, un splendore, un panorama mozzafiato, come quello del tempio di Tanah Lot altrettanto affascinante tra le onde spumeggianti e le rocce eterne.

I templi…. Quanti ce ne sono a Bali di tempi…. Passegiando per Ubud puoi scoprirli ad ogni angolo di strada, ad ogni giardino privato, in ogni piccola via della città, sulle rotonde sparti traffico….

Ogni casa, negozietto, garage, officina meccanica, albergo, benzinaio ha il suo piccolo tempio addobbato di fiori freschi ed incensi profumati, ogni palazzo ne ha uno più grande, maestoso, pieno di statue, animali esotici, pappagalli, uccelli e colori e segreti… Al Tirta Empul temple non mancano cerimonie, non mancano i devoti inginocchiati che suonano musiche dolci, delicate, che intonano canti sussurrati appena pronunciati, decido anche io di effettuare il loro rituale di benedizione di buon auspicio e buona sorte e mi immergo tra le fonti, facendo scorrere l’acqua fresca sopra la nuca, mani congiunte occhi chiusi, un’emozione unica, mi sento purificata e felice.

Al palazzo reale di sera mi rilasso e mi godo le suggestive danze locali, i trucchi i costumi, i suoni e le melodie mi inebriano e mi incantano.

A pochi chilometri da Ubud, ci sono altri tempi lì ad aspettarmi ed io non mi faccio di certo attendere…. Il   Pura Ulun Danu Bratan  che si specchia nel suo stesso lago, il Pura Ulun Danu Batur con le sue statue di draghi e sirene e colori vivacissimi e poi ancora il Pura Besakih, con la sua scalinata che s’alza verso il cielo e sembra infinita come la processione dei fedeli che scendono sereni i gradini dopo le loro preziose celebrazioni.

Mi godo il tramonto alla spiaggia di Jimbaran, i chioschetti si preparano alla serata, allestendo i tavoli in riva al mare per la cena, il buon odore di pesce grigliato appena pescato si infrange nell’aria; mi accomodo con lo  sguardo rivolto al mare ramato, piedi nell’acqua  mi gusto il mio pasto ed il mio orizzonte disarmante.

L’ultimo giorno ad Ubud lo passo tra i mercatini tradizionali locali, tra maschere, facce, fumi, odori, tessuti, frutta, saponi….

Ultima tappa dell’indomani  la spiaggia di Lovina: l’uscita in barca all’alba per avvistare i delfini, la magia dello  yoga al tramonto, il tempio Buddista di  con i suoi monaci sorridenti e la sua energia positiva che mi ha riaccompagnata a casa per tutto il lungo viaggio di ritorno. 

Ma i veri viaggiatori partono  per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre: “Andiamo”, e non sanno perché. I loro desideri hanno le forme delle nuvole.
(Charles Baudelaire)

Namibia on the road

Ed ecco una  nuova idea di viaggio fai da te on the road con tanto di magnifici lodge scelti per la Namibia, non vedo l’ora di poter ammirare gli animali selvaggi e le magiche dune arancioni di questo fantastico paese, sperando di poterlo raggiungere presto e di poter realizzare le foto più belle di sempre, ecco intanto una bozza di itinerario.  

PERIODO DA GIUGNO AD OTTOBRE, meglio settembre/ottobre ci sono animali assetati che vanno a bere nelle pozze

  • ACQUISTARE SIM TELEFONICA alla telecom dell’aeroporto Namibiano
  • NOLEGGIO AUTO 4X4 CIRCA 1.000 EURO – pick up direttamente in aeroporto – 2 ruote scorta – GPS –  patente internazionale

Spray antizanzare, un binocolo, power bank per cellulare

https://www.africar-carhire.com/

https://www.namibia4x4rentals.com/

https://www.okavango-carhire.com/index.php?lang=en

http://www.caprivicarhire.com/en/

https://sancarrental.com/

ITINERARIO:

ARRIVO Windhoek AEROPORTO

1 NOTTE

FARE SPESA AL SUPERMERCATO

Windhoek Game Camp 60 km da aeroporto

http://www.windhoekgamecamp.com/index.php/ct-menu-item-7

Arebbusch Travel Lodg 60 EURO 40 minuti da aeroporto

RISTORANTE NELLE VICINANZE Joe’s Beerhouse.

Windhoek – riserva di Okonjima. 235 KM – 2 ore

1 NOTTE 

Organizzare Safari con hotel

Okonjima Plains Camp 600 euro CENA INCLUSA

Okonjima – riserva di Waterberg: 1,5 ore di auto

Safari guidato

1 NOTTE a WATERBERG

Waterberg Wilderness 200 euro

Waterberg – Etosha National park: 4,5 ore di auto 350 KM

In prossimità delle pozze d’acqua è consigliato spegnere il motore dell’autoe stare in silenzio

1 NOTTE Halali Resort150 EURO

gate d’ingresso è l’Anderson’s Gate circa 80 km da hotel Halai da fare come fosse un self drive

C’è una pozza 24h per vedere animali bere

PRENOTARE GAME DRIVE NOTTURNA

1 NOTTE ETOCHA PARK – Okaukuejo180 EURO

Percorriamo in tutto, tra strada principale e stradine interne, circa 180km prima di arrivare a Okaukuejo.

Anche qui pozzo 24h –

1 NOTTE ETOCHA PARKDOLOMITE CAMP – 180 EURO

PRENOTARE Game Drive privato notturno qui c’è la POZZA Olifantsrus Hire

circa 130 km da Okaukuejo

Sei tenuto a comunicare al Camp più o meno il tuo orario di arrivo E’ arroccato su di una piccola collinetta e non puoi avere accesso con la tua auto. Per cui devi prendere tutti i tuoi bagagli e con un’auto del camp

Etosha National park – Damaraland: 4 ore di auto

usciti dal parco (dal Galton Gate)

*PER STRADA OTJIKANDERO HIMBA ORPHAN VILLAGE*

1 NOTTE  – CIRCA 200 EURO

PRENOTARE UN SAFARI POMERIDIANO ALL’ARRIVO

Madisa Camp

Camp Kipwe

https://chiwani.com/kipwe/

Damaraland – Swakopmund: 4 ore di auto 170 km

1 NOTTE – MOLTO FREDDO

CON DRIVER:

Cape Cross leoni marini

Ugabmond dove inizia il tratto protetto SKELETON VALLEY

Sandwich Harbour (Walvis Bay)

Desert Breeze Lodge, CIRCA 200 EURO

The stiltz.

RISTORANTE The Tug – farsi accompagnare da hotel

https://www.the-tug.com/

swakopmund – Sossusvlei: 5 ore di auto – 380 km strade meravigliose

1 NOTTE SESRIEM  

Lungo la strada per SESRIEM fare sosta a Solitaire ( rifornimento – foto macchine abbandonate – assaggiare torta di mele )

Greenfire Desert Lodge CIRCA 300 EURO

LE MIRAGE CIRCA 200 EURO – 22 KM DAL DESERTO SOSSUSVLEI

1 NOTTE DESERTO SOSSUSVLEI

Andare al parco di Sossusvlei all’alba per evitare la fila SCORTA D’ACQUA

Si passa davanti alla duna 45 fino ad arrivare a Sossusvlei, si parcheggia l’auto e  a piedi per raggiungere dapprima Sossusvlei passando per Narravlei, per poi goderci una discesa straordinaria nella Deadvlei. ( alberi secchi )

Duna 45, al view point

Dead Valley lodge

Desert Hills Lodge CIRCA 300 EURO – 30 KM DAL DESERTO

Hoodia Desert Lodge

Sossusvlei – Kalahari Desert: 4 ore di auto

1 NOTTE

prenotare fare safari al tramonto

ultima destinazione prima di rientrare a Windhoek

Anib Lodge

Bagatelle Kalahari Game Ranch  250 EURO

Suricate Tented Kalahari Lodge

Kalahari Desert – Windhoek: 2 ore e 40 minuti di auto

ULTIMA NOTTE 

AREBBUSCH TRAVEL LODGE 60 EURO

RISTORANTE NELLE VICINANZE Joe’s Beerhouse

RITORNO IN ITALIA

Akunamatata!

Giappone, la Follia, l’Armonia, la Bellezza

Ed eccoci qua…dopo interminabili ore di volo finalmente arriviamo a Tokyo che subito ci travolge con i suoi colori vivaci e con i suoi frastuoni … girare per le vie affollatissime ascoltando vocine stridule dai megafoni sparsi dappertutto e vedendo godzilla e king kong minacciosi che spuntano dai grattacieli non ha prezzo. Rimaniamo subito piacevolmente sconvolti da tutta la follia che ci circonda… restaurant robot con tanto di luci laser e personaggi giganti, centinaia di slot machine musicali che urlano la loro sete di denaro … la metropolitana talmente piena di gente che sembra così surreale non urtarsi mai con qualcuno … e poi ancora tutti i localetti dove mangiare street food seduti su sgabelli microscopici attaccatissimi l’un l’altro,  il classico Marrabbio che intaglia un mega tonno commentando passo passo  al microfono con tanto d’urlo vittorioso finale! … l’odore di pesce fresco tra le bancarelle del mercato all’alba, la vecchietta che già prepara le sue zuppe di buon’ora e gli affezionatissimi clienti che  le gustano con calma. … bere sakè al karaoke indossando pantofole di pelle e cantando Celentano agitando un tamburello in mano … parlare con wc chiacchieroni e iper tecnologici….  Delirio, delirio allo stato puro, cosciente, ironica ed ordinata pazzia … e poi ecco … poco dopo aver attraversato l’incrocio di Shibuya tra migliaia di pedoni, sempre senza sbattere contro qualcuno e malgrado il traffico intenso senza avvertire il rumore fastidioso delle automobili … ecco che ti ritrovi catapultato in un paradiso roseo e profumato nel magico mondo del Sakura. Qui regna la pace, la natura. E’ bellissimo camminare tra i ciliegi in fiore, ti senti protetto, coccolato, ti senti al sicuro. Una forte sensazione di calma interiore e di delicatezza ti avvolge, ti inebria, ti fa sentire vivo e grato. Osservare intere famiglie riunite, sedute a terra con le loro coperte tra i petali, a sorridere, chiacchierare e mangiare insieme ci riempie il cuore di gioia e tenerezza e ci fa riflettere sul prezioso valore della vita, della nascita, della vecchiaia, della morte.

“come il fiore di ciliegio effimero e fragile nel pieno del suo splendore muore lasciando il ramo, così il samurai nel nome dei principi in cui crede, è pronto a lasciare la propria vita in battaglia. “

Dopo aver acquistato il tradizionale bento, ovvero il perfetto pasto giapponese da degustar viaggiando, rigorosamente di Hello Kitty , prendiamo l’ultra, super treno veloce che ci porta verso le montagne di Hakkone, ai piedi del monte Fuji. Qui l’aria si fa pura, i bamboo più frequenti ed i torii si nascondono misteriosamente tra i boschi… saliamo con la funivia, su fino al vulcano che getta nuvole zolfo, che si confondono con quelle del cielo … di sera ci aspettano un onsan bello caldo, anche troppo per la mia pelle europea! ed un fouton morbido morbido che avvolge i nostri sogni ad occhi aperti e non …

Il nostro seducente viaggio nel Sol Levante prosegue verso la storica Kyoto. Tra i suoi innumerevoli vecchi tempi,  in alcuni angoli di questa antica città il tempo sembra essersi fermato…

Qui cerimonie del thè e geishe la fanno da padrone ed anche noi ci siamo fatti trasportare ed attraversare da questa atmosfera. Una deliziosa signora dai materni occhi a mandorla  e dalle mani esperte ci ha illustrato il rito della vestizione e ci ha aiutato ad indossare i kimono che abbiamo portato in giro con rispetto e fierezza per tutta la città.

“al tempio c’è una poesia intitolata la Mancanza incisa nella pietra..ci sono tre parole ma il poeta le ha cancellate. Non si può leggere la Mancanza, soltanto avvertirla. “

Percorrendo poi con la nostra automobile a noleggio,  una strada alquanto insidiosa e funesta, arriviamo a Koyasan, il regno dei solenni templi buddisti e dell’enormi statue inquietanti dei guardiani dalla lingua e dagli occhi di fuori …qui ad accoglierci è un giovanissimo monaco dal viso rilassato, sorridente e sereno. È lui che di notte ci accompagnerà a visitare un cimitero e ci racconterà le leggende e le storie legate a questo mistico luogo, dalle ombre terribilmente affascinanti. All’alba abbiamo assistito alla cerimonia del fuoco, pregando e bruciando, purificandoli, i nostri desideri ed i nostri buoni auspici per un futuro migliore.

Al ritorno da questo paesetto magico tra montagne e pagode ci siamo fermati ad accarezzare gli splendidi cervi dagli occhioni languidi di Nara. Qui tra i ciliegi in fiore, i cerbiatti ed il buddha di bronzo più grande del mondo non è difficile sentirsi come Alice nel paese delle meraviglie, ma proprio come lei , prima o poi l’illusione svanisce e si torna alla dura verità… Infatti dopo le ultime ore tra incanto e realtà, tra il torii sospeso nell’acqua del lago di MIyajima , è arrivato l’ultimo giorno del viaggio e con esso la dura visita ad Hiroshima. Il silenzio diviene solenne, angosciante e colmo di riflessioni dinnanzi allo spettro del donebomber e del fatiscente palazzo rimasto in piedi, seppur quasi interamente distrutto, per non farci dimenticare.

Con immensa gratitudine ci inchiniamo a questo popolo che ci ha ospitato con umiltà, eleganza ed onore… porteremo sempre nel nostro cuore il vecchietto elegantissimo nella metro, con il foulard di Valentino appassionato di moda e vino italiano con lo sguardo più elegante, dolce e commovente del mondo… la signora alla cassa del supermercato che ha iniziato ad urlare di gioia perché a detta sua avevamo vinto un premio acquistando un semplice prodotto, non ricordo neanche quale, e ci ha riempito il sacchetto della spesa di merendine, succhi di frutta, yogurt ed altri vari prodotti del suo negozietto … il controllore del treno che poco prima di girarci le spalle e chiudersi dietro la porta faceva l’inchino per salutare … porteremo sempre con noi i panorami mozzafiato,  le loro buone maniere,  le loro abitudini strampalate,  il loro buon cibo così leggero e salutare, i loro timidi sorrisi….

Dicono che il Giappone è nato da una spada. Dicono che gli antichi dei hanno immerso una lama di corallo nell’oceano e che, al momento di estrarla, quattro gocce perfette siano cadute nel mare e che quelle gocce sono diventate le isole del Giappone. Io dico, che il Giappone è stato creato da una manciata di uomini coraggiosi, guerrieri disposti a dare la vita per quella che sembra ormai una parola dimenticata: onore.
(dal film L’ultimo Samurai)

Rapa Nui l’isola del mistero

Voli  Latam periodo ottobre

Cosa mettere in valigia

Scarpe da trekking, giubbino antivento, costume da bagno, crema protettiva solare.

Libri consigliati

Non sono libri ambientati all’Isola di Pasqua, ma sono molto adatti da leggere prima o durante questo viaggio mistico.

 La profezia della Curandera Hernan Huarache Mamani

Viaggi di Gulliver Jonathan Swift

Consigli pratici

Noleggiate in loco una jeep e girate Rapa Nui tranquillamente in autonomia, è molto piccola appena 80 km ed accessibile e sarete molto più liberi di avventurarvi nel cuore dell’isola.

Da non perdere

Tutte i siti più famosi delle statue Moai!

Ammirare il tramonto di Ahu Tahai

Partecipare allo spettacolo di danza tradizionale Kari Kari al ristorante Kanahau

Itinerario

Spiaggia Anakena

Rano Kau vulcano

Orongo

Ranu Raraku

Ahu Tongariki

Spiaggia Ovahe

Ahu Akivi

Maunga Terevaka

Ahu Tahai

Leggende

Avete presente quel sogno che avete nel cassetto? Quello più bello di tutti, il più atteso, che è lì da sempre accatastato in fondo,  altri col tempo riescono a  volar via felici, liberi , altri invece sono così preziosi che spesso è troppo difficile realizzarli.

Ecco il mio viaggio alla remota isola di Rapa Nui è uno di questi, la mosca bianca, il sogno tanto sperato, quello più sospirato.

Gli abitanti dell’isola sono molto legati alle loro origini e per loro è importante che venga denominata Rapa Nui, ovvero con il suo nome autentico, piuttosto che Isola di Pasqua, un nome dato solo in un secondo momento dai navigatori olandesi che l’hanno raggiunta, ma questo luogo esisteva già da tempo ed aveva una sua storia, le sue tradizioni nonché un suo nome polinesiano.

Ci sono tantissime leggende legate a questo popolo, alcune dicono che dal cielo giunsero degli uomini uccello, tangata manu, che potevano volare, il loro capo era il creatore dell’umanità ed i colossi di pietra venivano mossi grazie a forze misteriose che solo pochi monaci sapevano controllare e al momento della loro morte  alcune di queste statue rimasero incompiute, altre leggende narrano  che rimasero incomplete a causa di terremoti e tsunami devastanti che si abbatterono in questo luogo remoto, o a causa del suo stesso popolo autodistrutto da guerre, massacri, cannibalismo, altre storie  ancora raccontano  che l’isola sia ciò che resta del  grande continente Mu , antecedente persino alla stessa Atlantide, che venne sommerso a causa di un cataclisma, che i Moai rappresenterebbero capi tribù di indigeni morti e che siano un contatto tra il mondo dei vivi e quello dei defunti, protettori e guardiani dell’isola, portatori di benessere e prosperità nonché sentinelle collocate in punti precisi dove c’era la presenza di acqua.

Queste sono solo alcune delle storie che da secoli si tramandano da generazione in generazione, da libro a libro, da fantasia a realtà.

Io personalmente penso che sia impossibile decifrare  e scoprire la verità, ed è giusto così, l’attrazione per l’ignoto, il suo mistero, le sue leggende sono la forza, la bellezza di questo luogo che  ad ognuno di noi lascia un messaggio diverso e personale.  

L’energia che questo luogo sprigiona è talmente forte che la si può sentire scorrere dentro,  sono i Moai gli unici custodi di ciò che è realmente avvenuto e  se avessero voluto condividerlo con tutti,  avrebbero sicuramente lasciato più tracce,  la chiave per decifrarlo è dentro il cuore di ognuno di noi non è accessibile a chi non lo ascolta e si sa che  alla voce del cuore ed ai suo interlocutori non servono spiegazioni.

Viaggio

Dopo ben 15 ore di volo, partendo da Città del Messico facendo scalo a Santiago dl Cile, abbiamo finalmente raggiunto Rapa Nui, il luogo più solitario della terra, appena scesa dall’aereo,  atterrato in questo piccolissimo aeroporto in legno con un’ unica pista dove circolano gli unici voli dal Cile,  frastornata ma felicissima la prima cosa a colpirmi è la sensazione di benessere che ho provato ed un profumo dolce simile al curry mescolato con fiori, che mi ha completamente inebriato e che mi avrebbe accompagnata durante tutta la mia permanenza nell’isola.

Il personale della guest house Hostal y Cabañas Tojika ci è venuto a prendere, ci ha infilato una splendida collana di fiori freschi al collo e ci ha accompagnato alla struttura, sempre tutta in legno bellissima situata proprio di fronte all’oceano parecchio agitato! Il vento soffiava fortissimo, le onde ribelli si infrangevano sugli scogli, dalla veranda dove ci rilassavamo a leggere un libro si sentiva questo suono incessante del mare e persino dalla nostra camera.  http://www.booking.com/Share-RuZ0Gzn

La voce potente dell’oceano Pacifico ci avrebbe guidato per tutto il nostro breve ed intenso viaggio.

Ci troviamo ad Hanga Roa unica città dell’isola, prendiamo un autobus locale ed andiamo a visitare la mitica spiaggia di Anakena, una baia di sabbia bianca, palme da cocco e mare dalle acque fredde e di un vivido color turchese. L’entusiasmo è tanto quando arriviamo, corriamo verso i primi Moai che incontriamo, eccoli lì che ci osservano imponenti, maestosi, con l’oceano dietro di loro, sembrano sfidare il fato, le mareggiate, i pirati girando loro le spalle con fierezza e coraggio. Rimaniamo come ipnotizzati al loro cospetto, ci sediamo sulla spiaggia e restiamo  ore lì a contemplarli. 

E senza rendercene conto ne eravamo già completamente innamorati.

Il giorno successivo dalla meravigliosa signora della nostra Guest House  dai tratti tipicamente polinesiani, occhi scuri dallo sguardo penetrante, pareo floreale e fiore fresco in testa,  abbiamo noleggiato una fantastica jeep e con tanto di mappa eravamo più che pronti per  iniziare la nostra avventura on the road.

Come prima cosa abbiamo raggiunto il vulcano dormiente Rano Kau, la cui spettacolare eruzione avvenuta due milioni e mezzo di anni fa sembra aver creato questa magica isola, il suo enorme cratere ospita una laguna di acqua dolce, camminare lungo le sue pendici, guardarvi all’interno, intravedere dirupi e scogliere a capofitto sul mare agitato provoca turbamenti ed emozioni primitive.

Proseguiamo per  il vicino villaggio in pietra di  Orongo, da qui uno scenario panoramico e vertiginoso sull’oceano Pacifico, sembra veramente di stare in un piano di esistenza superiore, di essere più vicini al cielo, all’infinito a Dio. La vista è veramente sensazionale, da qui si possono vedere le tre isolette vergini di origine vulcanica in mezzo al mare, leggendarie in quanto qui si teneva la competizione degli uomini uccello, più valorosi si sarebbero dovuti calare dalla scogliera per raggiungere a nuoto l’isola di Motu Nui, prendere l’uovo di uccello e tornare indietro sempre a nuoto, scalando la parete rocciosa senza però infrangere l’uovo. Vedendo la posizione di questi scogli e l’agitazione del mare sembra alquanto improbabile riuscire in questa ardua  impresa, al solo pensiero rabbrividisco ed ho il capo giro, anche perché il vento soffia talmente forte che è difficile mantenere l’equilibrio.

Passando per magnifiche strade sterrate, facendo il giro dell’isola, costeggiando l’oceano onnipresente  arriviamo al sito di Ranu Raraku, un cratere vulcanico dove troverete centinaia e centinaia di teste che vi osservano, i Moai sparsi per tutta l’isola sono quasi un migliaio alti da dieci a venti metri e qui è il luogo mistico dove furono scolpiti quasi tutti e dove troverete “il Gigante” ovvero il più grande di tutti alto 22 metri che è ancora ancorato nella pietra originale,  i loro sguardi si  insinuano profondamente e passandovi accanto si  ha non solo la sensazione, ma la certezza di trovarsi in un luogo sacro, di avere la fortuna di essere accolti nel loro mondo, di poter passeggiare tra queste pietre rare, suggestive, immobili da sempre, ma come vive. Il vento continua a soffiare forte, il sole splende,  da qui la  vista è veramente unica, si distinguono persino in lontananza  l’Ahu Tongariki , i quindici Moai spiccano tra il verde delle dolci colline circostanti e l’azzurro dell’oceano, la loro vista da quassù è toccante, già da questa distanza incutono rispetto e timore, riprendiamo così il tragitto con la nostra impavida fuoristrada e li raggiungiamo.

A darci il benvenuto all’ingresso del sito c’è un grande Moai, un guardiano che ci lascia passare 🙂 anche se ormai sembra essersi abituati alla loro presenza camminando verso gli altri , verso i quindici, ci si rende conto che non è affatto così, l’impatto alla loro vista è disarmante e più siamo vicini maggiore è il senso di impotenza al loro fascino magnetico capace di turbare ed estasiare qualsiasi essere vivente dinnanzi a loro. A piedi scalzi mi siedo a gambe incrociate e rimango lì incantata, rapita,  non mi serve altro, solamente la loro presenza, la loro vista, tutto intorno è silenzio, il tempo sembra essersi fermato, ora siamo solamente il rumore del mare,  io e loro sulla terra, niente altro, nessun’altro, tutto il resto si è azzerato, tutto è niente al loro cospetto.

Passando dietro alle loro spalle si ha come l’impressione di essere ancora osservati, la sensazione di timore è ancora più forte, la loro presenza ancora più invadente, non si ha scampo.

Prima di tornare alla base decidiamo di avventurarci nella spiaggia di Ovahe, luogo nascosto, da conquistare e sconsigliato da molti per la sua posizione appena sotto uno strapiombo con pericolo di caduta massi, per arrivarci si cammina su un sentiero stretto che per un breve tratto passa tra le rocce dove c’è anche un crematorio ancestrale,  io personalmente penso che non sia così imprudente visitarla, l’importante è fare molta attenzione e ne vale assolutamente la pena.

Una piccola spiaggetta di sabbia rosa, una gemma nascosta, isolata, poco frequentata, dall’acqua cristallina e turchese, un piccolo angolo di paradiso dove passare un po’ di tempo in completa solitudine e relax, con il suono delle onde e la magia della minuscola baia segreta.

Il giorno seguente mi sono resa conto che non solo i Moai mi avevano abbagliato, ma anche il sole, con l’aiuto del forte vento, mi aveva praticamente bruciato la pelle, è molto importante mettersi una crema solare protettiva perché , anche se la temperatura non è alta, si rischia di scottarsi.

Raggiungiamo il sito archeologico di Ahu Akivi, qui ci sono gli unici Moai rivolti verso l’oceano, sette imponenti statue che in mezzo ad un enorme campo circondate dal verde,  scrutano il mare e l’orizzonte e il loro volto è rivolto esattamente in direzione del sole durante l’equinozio di primavera,  il nostro sguardo trasognato si mescola al loro perdendosi verso il Pacifico e verso il miraggio di terre lontane, troppo lontane da questo luogo così magico e solitario.

Seguendo poi a piedi un percorso abbastanza faticoso, in salita,  in mezzo alle campagne arriviamo alla vetta del vulcano estinto Maunga Terevaka, il punto più alto, il panorama è stupendo, la vista dall’alto consente di vedere le estremità dell’isola e ci si rende conto della sua piccola dimensione, della sua posizione remota, fuori dal mondo, come se appartenesse veramente ad un altro universo, sedersi ai bordi dell’immenso cratere, sentire l’antica forza incontenibile del vulcano, le sue vibrazioni, immaginare la sua originaria potenza ora spenta, placata, anch’essa nascosta giù nel profondo,  tra tutti gli altri misteri più intimi di Rapa Nui, dà una sensazione di impotenza e resa dinnanzi all’intensità di questo luogo.

Siamo quasi al termine di questo viaggio ai confini della terra, non possiamo certo perderci il magico tramonto di Ahu Tahai, un luogo affascinante tra luoghi cerimoniali sullo sfondo dell’oceano Pacifico, è qui che potrete vedere il Moai con gli occhi che sembra leggervi l’anima.

Vi consiglio di portarvi una bottiglia di buon vino rosso e di passare la serata sdraiati tra l’erba verde al cospetto di questo spettacolo raro e particolare aspettando il calar del sole che con i suoi raggi proietta sulle statue sfumature dorate a tratti rosa che trasportano in tempi lontani e perduti.

Partecipiamo infine ad uno spettacolo di danze tradizionali polinesiane Kari Kari cenando al ristorante Kanahau, dove ci truccano il volto con antichi simboli tipici guerrieri, i loro balli, i loro costumi piumati, i loro canti primitivi trasmettono tutta la loro fierezza, cultura, tenacia, trasmettono la loro connessione con la terra, gli animali, secoli di storia tramandati con orgoglio dalle loro generazioni.

Girando per l’isola è facile incontrare negozietti che vendono qualsiasi cosa, cartelli con su scritto: parrucchieria, depilazione e noleggio automobili nello stesso stabile o cambiare i soldi anziché in banca nei chioschetti dei benzinai, mangiando nei graziosi ristorantini in legno si possono gustare insalate di gamberi curry e patate fritte tutto mescolato insieme, Rapa Nui ha sua acqua, la sua birra, il suo vino “Anakena”.

Guidando per le strade brulle e sterrate si costeggiano scogliere poderose, altissime impressionanti, grotte sotterranee che sbucano sull’oceano tra onde dirompenti, si incontrano Moai sparsi dappertutto incompiuti, distesi a terra, punti magnetici come la sfera misteriosa Te Pito Kura, l’ombellico di luce, ci si imbatte in cavalli selvaggi che corrono liberi a due passi da te.

L’isola ci ha stregati.

Non c’è un limite, non si vede un’altra terra, l’orizzonte è a perdita d’occhio,  infinito, migliaia e migliaia di chilometri di acqua, cielo e niente altro non si vede niente altro, ma si sente tutto, si sentono tutti gli animali terrestri, tutti i pesci, tutti i volatili, le farfalle, i fiori, le piante, le voci lontane degli antenati, dei selvaggi, degli sciamani, dei guerrieri,  delle leggende tramandate, dei vulcani,  si sente tutta la forza di MadreTerra, della natura e di uomini uccello che hanno combattuto, nuotato, volato in nome di  questa terra tormentata e magnifica.

“….D’argilla, boschi, fango, da seme che volava
nacque la collana selvaggia dei miti:
Polinesia: pepe verde, sparso
nell’area del mare dalle dita erranti
del padrone di Rapa Nui, il Signor Vento.
La prima statua fu d’arena bagnata,
egli la formò e la disfece allegramente.
La seconda statua la costruì di sale
e il mare ostile l’abbattè cantando…
Ma la terza statua che fece il Signor Vento
fu un moai di granito, e questo sopravvisse…


…Quest’opera che lavorarono le mani dell’aria,
i guanti del cielo, la turbolenza azzurra,
questo lavoro fecero le dita trasparenti:
un dorso, l’erezione del Silenzio nudo,
lo sguardo segreto della pietra,
il naso triangolare dell’uccello o della prua
e nella statua il prodigio d’un ritratto:
perché la solitudine ha questo volto,
perché lo spazio è questa rettitudine senz’angoli,
e la distanza è questa chiarità del rettangolo….”

Pablo Neruda – La rosa separata